l rapporto pubblicato in vista della quarantesima riunione annuale del World Economic Forum (Wef) che si terrà a Davos, in Svizzera, dal 27 al 31 gennaio, individua alcuni temi ai quali prestare attenzione.
La crisi dei bilanci pubblici, la disoccupazione, l'insufficienza di investimenti nelle infrastrutture, soprattutto nell'energia e le malattie croniche sono le maggiori aeree di rischio globale per i prossimi anni. E' quanto emerge dal rapporto 'Global Risks 2010' realizzato dal World Economic Forum.
Il rapporto pubblicato in vista della quarantesima riunione annuale del World Economic Forum (Wef) che si terrà a Davos, in Svizzera, dal 27 al 31 gennaio, sarà alla base della discussione. Tra le problematiche da monitorare l'aumento a livelli senza precedenti del rischio sistemico dovuto all'accresciuta interconnessione tra le varie aree di rischio. Sul fronte fiscale gli esperti del Wef evidenziano come il debito governativo abbia raggiunto livelli record in molti paesi e per quanto gli interventi pubblici siano stati necessari per contrastare la recessione globale, ora i governi devono evitare di diventare la causa principale della prossima crisi.
In base ai calcoli realizzati da Fmi entro il 2010 il debito dei paesi dovrebbe salire in media al 118% del Pil dal 78% dei livelli pre-crisi del 2007. Tra gli altri elementi da monitorare sicuramente la riforma del Welfare. Ma anche quello delle infrastrutture. Secondo la Banca mondiale sono necessari investimenti per 35mila miliardi di dollari nelle infrastrutture nei prossimi 20 anni. Nei soli Stati Uniti le necessità sono stimate a 2.200 miliardi nei prossimi cinque anni. Ma gli Usa spendono solo il 2,4% del loro Pil in infrastrutture conto il 15% per la sanità. L'insufficienza di investimenti nelle infrastrutture è quindi uno dei rischi con le maggiori interconnessioni.
Importante il ruolo dei politici che saranno chiamati a decisioni spesso impopolari, ma necessarie.
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