Eltif, chi lancerà i nuovi “Pir europei”

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Le sgr interessate agli European Long Term Investment Fund che investono anche in piccole imprese non quotate

Andrea Telara di Andrea Telara29 maggio 2018 | 11:06

A scoprire per prima la carte è stata Cinzia Tagliabue, numero uno di Amundi
 in Italia. In un’intervista rilasciata al Sole24Ore nel marzo scorso, la manager non ha nascosto l’intenzione di arricchire l’offerta della sua società puntando sugli Eltif (European Long Term Investment Funds), i nuovi fondi europei istituiti di recente che possono investire anche su aziende non quotate in borsa o su altri mercati regolamentati.

OLTRE I PRESTITI BANCARI – Ma Amundi non è la sola casa di gestione che guarda con interesse
a questo segmento promettente di strumenti finanziari. Un’altra società che scalda i motori per il lancio di un Eltif è Muzinich&Co., gruppo internazionale fondato nel 1988 a New York e presente in diversi paesi del mondo, dagli Stati Uniti all’Europa fino all’Asia. Muzinich ha già lanciato da tempo in Italia un prodotto a sostegno dell’economia reale. Si chiama Italian Private Debt
 ed è un fondo riservato agli investitori istituzionali con oltre 286 milioni di euro di patrimonio, che opera nel segmento del debito privato aziendale erogando direttamente finanziamenti alle imprese, attraverso le risorse raccolte sul mercato. Dopo aver maturato una lunga esperienza nel business del private debt, ora la casa di casa di gestione newyorkese
ha intenzione di lanciare anche un Eltif, allargando così al pubblico retail, cioè alla platea dei risparmiatori privati, l’expertise accumulata con gli investitori istituzionali nello sviluppo di prodotti a sostegno dell’economia reale.

SECONDO STEP DOPO I PIR –Per questo Muzinich ha intravisto negli Eltif un segmento di prodotti interessante, purché siano previste delle opportune agevolazioni fiscali a vantaggio di questi fondi. L’idea è dunque di lanciare un European Long Term Investment Fund che abbia un portafoglio conforme alla normativa prevista per i Piani individuali di risparmio, in modo tale che chiunque lo acquisti goda poi degli stessi benefici fiscali concessi ai sottoscrittori dei Pir.
Va infatti ricordato che i rendimenti di questi prodotti sono esenti da tassazione, quando il capitale investito viene tenuto fermo per più di 5 anni.


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