Banche – CARIGE, cresce l'utile del 6,4% e no ai T-bond

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Banca CARIGE chiude in crescita il 2008: 223,5 milioni l’utile netto, in crescita del 6,4% rispetto all’esercizio precedente. A livello consolidato, i profitti si mantengono stabili a 205,5 milioni. Stimati dividendi di 8 centesimi per azione ordinaria e 10 centesimi per azione di risparmio.

di Fabio Coco30 aprile 2009 | 08:40

L’assemblea degli azionisti di Banca CARIGE ha oggi approvato il bilancio 2008. La Capogruppo ha mantenuto una significativa redditività, chiudendo l’esercizio con un utile netto in crescita del 6,4%, a 223,5 milioni ed il Gruppo ha realizzato un utile netto consolidato pari a 205,5 milioni, in linea con quello dell’esercizio precedente (204,8 milioni; +0,3%).

L’utile conseguito e la robusta situazione patrimoniale – caratterizzata da coefficienti di vigilanza che si collocano su livelli significativamente superiori a quelli richiesti dalla normativa e tra i migliori del Sistema – consentono di distribuire un dividendo unitario in contanti pari a quello dell’esercizio precedente: 0,080 euro per le azioni ordinarie e 0,100 euro per le azioni di risparmio.

Il monte dividendi, come si legge dal comunicato della società, è invariato a 146,7 milioni ed il pay out ratio è pari al 65,7%. La data di stacco dividendo è il 4 maggio 2009, con pagamento a partire dal 7 maggio 2009. A livello consolidato, gli impieghi all’economia hanno registrato una crescita del 20,8%1 e il risparmio raccolto dalla clientela (AFI) del 14,6%1, particolarmente sostenuta nelle componenti della raccolta obbligazionaria (+32,2% annuo) e dei prodotti bancario-assicurativi (+64,1%).

Lo sviluppo dell’intermediazione ha consentito una rilevante espansione del margine d’interesse (+23%) e una tenuta delle commissioni nette (+1,2%) che hanno assorbito il risultato negativo delle poste della gestione finanziaria (-48,1 milioni rispetto a +35,3 milioni nel 2007) e la svalutazione di
alcune posizioni in titoli del portafoglio non di trading, per complessivi 28 milioni. Il Gruppo mantiene livelli di patrimonializzazione significativamente superiori a quelli richiesti dalla normativa di vigilanza; i coefficienti patrimoniali consolidati calcolati sulla base della metodologia standard di Basilea 2, evidenziano un Core Tier 1 Ratio pari al 7,08%, un Tier 1 Ratio2 pari al 7,91% e un Total Capital Ratio2 pari al 10,56%. Il Gruppo presenta inoltre adeguati livelli di liquidità, determinati principalmente dalla crescita della raccolta obbligazionaria, in particolare nei confronti della clientela ordinaria.

Il consiglio di amministrazione ha inoltre nominato presidente Giovanni Berneschi e vicepresidente [p]Alessandro Scajola[/p], oltre che i nuovi consiglieri per il triennio 2009-2011. Sono stati, inoltre, approvati il Regolamento disciplinante le Assemblee della Banca, il documento concernente le politiche di remunerazione, nuove deliberazioni riguardo al divieto di concorrenza e l’acquisto di azioni proprie per la durata di 18 mesi, fino ad un controvalore massimo pari alla disponibilità della riserva per acquisto azioni proprie di € 77.000.000,00 e ad un quantitativo massimo globalmente detenibile pari a n. 71.611.953 azioni Banca Carige S.p.A. del valore nominale di € 1,00 (di cui fino a n. 64.601.315 azioni ordinarie e fino a n. 7.010.638 azioni di risparmio convertibili), corrispondenti rispettivamente alla venticinquesima parte del capitale ordinario e di risparmio al 27 marzo 2009, nonché alla vendita, in tutte le forme e le modalità consentite dalla vigente normativa di riferimento, di tutte o parte delle azioni proprie detenute dalla Banca (ordinarie e/o di risparmio).

In riguardo ai Tremonti-bond, durante l’assemblea, Berneschi ha dichiarato di non pensarci neanche, preferendo ad essi, piuttosto, un prestito subordinato. Questi strumneti, infatti, presentano costi più che vantaggiosi, secondo il presidente di CARIGE, e non sono costituirebbero un problema per la Banca.

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