Ricerchi una polizza? Il risultato non è sicuro e l’Ivass vuole vederci chiaro

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L’annosa questione del mancato archivio da consultare, resa ancora più urgente dall’introduzione della normativa sui rapporti dormienti, non è stata risolta. E l’authority apre un’inchiesta.

Marco Muffato di Marco Muffato24 febbraio 2017 | 08:28

Domanda. Un cliente ha da poco appreso della probabile esistenza di polizze assicurative sottoscritte da un congiunto deceduto alcuni anni fa. Gli ho detto che le polizza si possono cercare con l’aiuto dell’Ania ma senza garanzia di risultato. Esiste un metodo più affidabile?

Risposta. Purtroppo no e la cosa è talmente grave che finalmente l’Ivass ha aperto un’indagine conoscitiva a riguardo. Tra il 2010 e il 2012 la normativa suSportello Advisorylle polizze dormienti è stata via via sistemata dopo lo sciagurato – nelle modalità – intervento dell’ottobre 2008. Oggi i diritti derivanti dalle polizze vita si prescrivono dopo dieci anni dall’evento assicurato o, in mancanza, dalla scadenza. Trascorso il termine  le somme relative sono devolute al Fondo Rapporti Dormienti gestito dalla Consap. L’Ivass ha intenzione di rilevare dati sull’ampiezza del fenomeno e sui processi adottati dalle imprese per accertare l’eventuale decesso degli assicurati e rintracciare i beneficiari, onde evitare che molti di questi perdano il diritto di incassare le somme senza nemmeno saperlo. L’Istituto di Vigilanza reclama anche modifiche legislative, poiché oggi l’unico metodo di ricerca di eventuali polizze vita non offre garanzia di risultato.

Come il lettore ha giustamente ricordato, l’Ania (l’associazione delle compagnie assicurative) mette a disposizione del pubblico un apposito “Servizio ricerca coperture assicurative vita” cui gli interessati possono rivolgersi. Una volta giunta la richiesta l’Ania provvede ad inoltrarla a tutte le associate e, se sussistono riscontri, le stesse compagnie li comunicano ai richiedenti. Da notare però che né le compagnie, né l’associazione si assumono l’obbligo di fornire una risposta. Si tratta di un servizio fornito su base volontaria che non le impegna sotto forma alcuna. Ancora il servizio fornisce informazioni relative a persone decedute e quindi nel caso in cui la compagnia non abbia notizia del decesso dell’assicurato la risposta potrebbe a ogni modo non essere fornita indipendentemente dalle altre considerazioni. Da non dimenticare  che la ricerca è estesa al solo mercato italiano delle associate Ania e quindi non è possibile per esempio sapere dell’esistenza di polizze estere. Per avvalersi del servizio occorre far pervenire all’Ania una apposita domanda da parte del richiedente o di un suo delegato, assieme alla copia dei loro documenti di identità. Il tutto deve essere inviato ad Ania – Servizio ricerca coperture assicurative vita – Via di San Nicola da Tolentino, 72 – 00187 Roma, o via fax al n. 06/3210793, o anche all’indirizzo mail ricerca_vita@ania.it. I moduli da utilizzare possono essere scaricati nel sito dell’associazione www.ania. it nella sezione Servizi.

Un primo passo da compiere, conclude l’Ivass, è prevedere che le imprese di assicurazione abbiano accesso alla istituenda Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e siano tenute a consultarla almeno una volta l’anno per verificare i decessi degli assicurati e attivarsi verso i beneficiari. Un analogo provvedimento ha in Francia ha consentito di portare alla luce ben 5 miliardi di euro relativi a polizze dormienti.

 

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