Banche – Veneto Banca, semestre in calo del 21%

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La holding di Vincenzo Consoli registra un utile netto di 42 milioni di euro nel primo semestre 2009, sostanzialmente dovuto agli ccantonamenti prudenziali connessi alla gestione del rischio creditizio.

di Fabio Coco31 agosto 2009 | 13:30

Veneto Banca Holding congeda i primi sei mesi dell’anno con un utile netto di 42 milioni di euro, un calo del 21% rispetto a giugno 2008. “La flessione è imputabile, principalmente, alla dinamica degli accantonamenti prudenziali effettuati per garantire un corretto presidio del rischio connesso all’attività creditizia in questo momento di congiuntura eccezionalmente negativa” riporta una nota della società.

Il margine di interesse cresce del 3,2% portandosi a 236,4 milioni di euro dai 229,1 del periodo scorso, mentre il margine di intermediazione si conferma stabile attorno ai 339,9 milioni di euro. La raccolta diretta segna un positivo 4,5% attestandosi a 16,7 miliardi di euro, mentre quella indiretta sale del 2,5%, portandosi a 9,9 miliardi.

Gli impieghi passano dai 16,4 miliardi di dicembre 2008 a 17,4 miliardi di euro, con un +5,8%. Si tratta di una crescita percentuale davvero considerevole in un periodo in cui la stessa Banca d’Italia segnala il rallentamento dei prestiti bancari e la contrazione delle erogazioni da parte dei grandi gruppi creditizi. Il rapporto sofferenze nette su impieghi segna un +25% rispetto a dicembre 2008, passando dal 2,02% al 2,54%, testimoniando il veloce passaggio della crisi dai mercati finanziari all’economia reale.

Inoltre, Veneto Banca ha aderito all’intesa siglata lo scorso 3 agosto tra ABI, Governo e associazioni imprenditoriali, per la sospensione dei debiti delle PMI verso il sistema creditizio.

Vincenzo Consoli, amministratore delegato del Gruppo, ha dichiarato: “Banche di territorio come le nostre in questi mesi si sono trovate nella necessità di percorre un sentiero molto stretto, tenendo fede alla propria missione di aziende a servizio delle comunità in cui operano e rispettando, al contempo, i criteri di sana e prudente gestione. Abbiamo rafforzato il patrimonio, proprio per poter rispondere con maggiore sicurezza e tranquillità ai bisogni delle nostre imprese; abbiamo dimostrato buone capacità di tenuta anche nei mercati dell’Europa dell’Est, toccati più di altri dalla crisi dei mercati finanziari e dell’economia. I risultati del primo semestre 2009 testimoniano che, per quanto stretto, il sentiero è percorribile in modo efficace. Non posso non essere soddisfatto di quanto fatto, e confermo il nostro impegno nel sostenere le economie territoriali in un momento di grande difficoltà come quello attuale”.

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