Intesa ed Unicredit ringraziano, ma niente Tremonti bond

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Dopo tanta attesa, i consigli di amministrazione degli istituti di Profumo e Passera hanno preso la loro decisione: niente Tremonti bond. Unicredit, infatti, ha deciso di varare un aumento di capitale in azioni ordinarie da 4 miliardi di euro nei primi mesi del 2010, mentre Intesa Sanpaolo ricorrerà ad un’emissione di strumenti ibridi fino a 1,5 miliardi di euro, fermando la procedura che doveva portare alle obbligazioni speciali di Stato. Lo scopo per i due colossi italiani è il medesimo: rafforzare il capitale della società ed il Tier 1, indicatore della forza patrimoniale di una banca.

di Fabio Coco29 settembre 2009 | 17:00

Il cda di Unicredit ha proposto all’unanimità di lanciare un aumento di capitale tramite l’emissione di diritti per un ammontare massimo di 4 miliardi di euro. L’operazione porterà ad un rafforzamento del capitale dell’istituto di [p]Alessandro Profumo[/p], che da un Tier 1 ratio del 6,85% al primo semestre dell’anno potrebbe migliorare di 80 punti base. L’aumento di capitale dovrebbe avvenire tramite una tradizionale emissione di azioni ordinarie. A metà novembre, ad ogni modo, in una riunione straordinaria degli azionisti, si avrà l’occasione per perfezionare i termini e le condizioni del prezzo delle azioni, incluso il premio per ogni quota posseduta, nonché il numero delle nuove azioni da emettere. La transazione, ottenuto il via libera delle Autorità, dovrebbe esser completata per la fine del primo trimestre del 2010, afferma una nota societaria. In sostanza, il consiglio di Unicredit ha deciso di non ricorrere ai famosi Tremonti bond, sebbene il cda abbia espresso tutto il suo apprezzamento per l’operato del governo italiano ed austriaco. A tal proposito, è stato inoltre approvato il rafforzamento patrimoniale di Unicredit Bank Austria attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale da 2 miliardi di euro.

Sulla stessa linea di pensiero in casa Intesa Sanpaolo. L’istituto guidato da [p]Corrado Passera[/p], infatti, ha deciso di emettere strumenti ibridi di capitale “fino a 1,5 miliardi di euro di Tier 1 e di accelerare ed incrementare le azioni di capital management (dismissioni totali o parziali, partnerships, quotazioni, ecc.) previste dal Piano d’Impresa per garantire al Gruppo le risorse patrimoniali necessarie a una crescita dell’attività creditizia anche superiore a quella oggi prevedibile. Potendo quindi contare su risorse patrimoniali adeguate alla crescita, i Consigli hanno deciso di non dare ulteriore corso alla procedura avviata lo scorso 20 marzo per l’emissione delle obbligazioni bancarie speciali destinate alla sottoscrizione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (i cosiddetti “Tremonti Bond”) e di non presentare pertanto la relativa richiesta di sottoscrizione al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Banca d’Italia”. L’emissione fino a 1,5 miliardi accrescerà sin da subito il Tier 1 ratio sino ad un massimo di 40 punti base. “La qualità della patrimonializzazione del Gruppo rimarrebbe tra le migliori del settore, con un’incidenza del core capital sul patrimonio di vigilanza totale nell’ordine del 60-65% destinata a rafforzarsi nei prossimi mesi anche a seguito degli effetti delle previste operazioni di capital management riguardanti attività non strategiche”. Intesa Sanpaolo ha intenzione di mantenere un Core Tier 1 ratio non inferiore al 7% ed un Tier 1 ratio fermo all’8% per i prossimi anni, anche in caso di riavvio della crescita creditizia. Una nota societaria conferma, inoltre, l’intenzione di riprendere a distribuire dividendi anche sulle azioni ordinarie già nel 2010.

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