Promotori Finanziari- Se il promotore diventa anche controllore

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Un intervento di un nostro lettore sul tema dell’indipendenza apre le porte a un inedito inquietante scenario. Azzardo o buon senso?

di Matteo Chiamenti30 novembre 2009 | 09:30

Con gli interventi di Mario Noera (Il promotore siede dal lato dell’intermediario finanziario) e di Giuseppe Andreoli (Perché i fee only sono diversi) credo siano state correttamente rappresentate le due figure professionali più importanti abilitate ad operare sul mercato finanziario: il promotore finanziario da un lato, il consulente finanziario indipendente dall’altro. Tuttavia, vorrei segnalare che alla loro precisa e opportuna disamina, improntata con encomiabile fair play al rispetto dell’altrui professione, di contro si intravedono all’orizzonte nubi scure tali da fare presagire molte turbolenze non appena la figura del consulente fee-only andrà a regime. Vero è che la portata innovativa è tale che molte Sim d’intermediazione e banche, nella percezione di vedere offuscata la loro immagine nei confronti dei risparmiatori e nel timore di perdere collaboratori e quote di mercato, stanno affinando tecniche comunicazionali alquanto subdole e fuorvianti. Questa mia impressione trova conforto in un recente intervento su Teleborsa del 14 settembre u.s. da parte di una personalità di spicco e precursore dell’innovazione finanziaria nel nostro Paese, e sulla cui cultura e competenza non serve dilungarsi per gli addetti ai lavori, ma che vede evidentemente minacciati in prospettiva i suoi pur legittimi interessi . Si tratta di Gianfranco Cassol, Presidente di Sol&Fin Sim Spa, che con la “La Consulenza Finanziaria Primaria (Diagnosi) e Secondaria (Ricetta)”  assume posizione azzardando una tesi quanto mai ardita.

Ne propongo l’attenta lettura ai due colleghi e a quanti ne fossero interessati perché la trovo premonitrice di un possibile futuro scenario dove si vorrebbe sancire, in virtù di un arbitrario potere censorio, il predominio di una professione (promotore finanziario) sull’altra (consulente “emittente”). Riporto qui la parte più stravagante e conclusiva: “Come è possibile per il Consulente monitorare i portafogli “consulenziati” dei Clienti giornalmente e fare gli opportuni interventi, come invece accade per i portafogli “gestiti”? Come è possibile per un Consulente contattare tutti i Clienti e fornire le raccomandazioni di comprare, vendere o mantenere? Come è possibile controllare se le raccomandazioni vengono eseguite ed avere i dati relativi? Questi vuoti operativi rendono inefficienti i portafogli “consulenziati” e fanno sorgere molti interrogativi. Si danno i Rating ai prodotti “gestiti”, ma chi dà i Rating ai prodotti ” consulenziati”? E’ possibile dare i Rating ai Consulenti come si fa per i Gestori? Ed è possibile dare il rating ai prodotti “consulenziati”, come si fa per i prodotti “gestiti”? Quali sono le capacità del Consulente? Quali le performance storiche dei suoi prodotti “consulenziati”? Qual è il loro Tracking Error, il loro indice di Sharpe, di Jensen? Quali stili operativi e metodologie di controllo del rischio usa? Quante sono le stelle Morningstars, Bluerating, Lipper, Sole 24 ore…? Quando mai il Consulente, che è in “possesso dei dati” sui risultati che ha conseguito, sostituirà se stesso? E’ vero che il Consulente “emittente” le raccomandazioni personalizzate, è svincolato dalle società prodotto, ma se poi in definitiva lui stesso è la società prodotto, il prodotto stesso e anche il Consulente di se stesso e del proprio servizio, come può avere l’obiettività per svincolarsi da se stesso, e valutarsi, e criticarsi e sostituirsi? Quando mai un Gestore ha sostituito sé stesso?

La risposta a tali quesiti è la figura del Promotore Finanziario, che è la figura professionale completa a tutela dei Risparmiatori. Infatti, il promotore finanziario, può svolgere sia la Consulenza Secondaria per conto di un Intermediario autorizzato, sia la Consulenza Primaria e in più anche l’Attività di Collocamento (riservata per Legge ai soli Promotori Finanziari). Il fatto nuovo e importante è che la Consulenza Finanziaria Primaria, arricchita dal Servizio di “Ricerche e Analisi”, svolta dal Promotore Finanziario, riguarderà anche il controllo e la valutazione dei prodotti “consulenziati”, cioè dei “rendiconti obbligatori periodici” che la Legge impone al Consulente “emittente” di consegnare ai suoi Clienti e di conservare su supporto durevole che consentano all’Organismo di Vigilanza di accedervi prontamente e di ricostruire ogni fase fondamentale all’elaborazione di ciascuna raccomandazione. Per i promotori finanziari si apre un nuovo capitolo: oltre al controllo ed alle valutazioni dei Gestori e dei loro prodotti “gestiti” ed alla loro eventuale sostituzione, l’attività si estenderà al controllo ed alla valutazione anche dei Consulenti “emittenti” le raccomandazioni e dei loro prodotti “consulenziati” ed alla loro eventuale sostituzione. “ In sostanza, fino a che si opera come promotore in nome e per conto di una Sim si è attrezzati e all’altezza di garantire al cliente la massima assistenza e professionalità, mentre quando si agisce in proprio come consulenti finanziari indipendenti improvvisamente si perdono tali prerogative. Sfugge evidentemente al dr. Cassol che per tutti i monitoraggi sopra citati esistono uffici studi e ricerche in grado di dare ogni supporto tecnico al fine di svolgere l’attività con standard di qualità eguali se non superiori.

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