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GIOVEDI - 02 settembre 2010
     
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Consulenti indipendenti, boom negli USA. Flop in Italia

di Matteo D'Aosta

Ultimo aggiornamento : 05-01-2010 16:44
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In America cresce il numero di indipendent financial advisers a scapito delle grandi banche che perdono quote di mercato. In Italia assistiamo all'ennesimo rinvio della nascita dell'albo.

Le principali banche di Wall Strett alla fine del 2008 controllavano circa il 48% del mercato della consulenza finanziaria, mentre i cosiddetti indipendent financial advisers si accontentavano del 19%. Ma questo scenario sta per cambiare ed entro il 2012 le grandi banche dovranno accontentarsi di una quota di mercato vicina al 41%, mentre i "consulenti indipendenti" saliranno al 23%.

A rivelarlo una ricerca condotta dallo studio Cerulli Associates che ha certificato anche un calo del numero di brokers "dipendenti" delle grandi società, a vantaggio degli indipendent financial advisers. Il numero dei primi (paragonabili ai nostri pf/consulenti di banca) si è ridotto in 3 anni del 14% raggiungendo quota 55.000 unità, mentre i "consulenti indipendenti" hanno registrato un boom nel corso degli ultimi 3 anni raggiungendo quota 33.000 (+29%).

Non si può dire lo stesso dell'Italia. Anzi nel nostro paese, dopo le grandi speranze e i grandi annunci di fine 2007 (era il mese di novembre quando la direttiva europea entrava in vigore annunciando, tra le altre cose la nascita dell'albo dei consulenti finanziari) è iniziato un vero e proprio valzer di rinvii.

L'ultimo è arrivato con il decreto milleproroghe. Mentre tutti speravano, in extremis, di assistere alla nomina dell'Organismo per la tenuta del nuovo albo l'articolo 1 comma 14 del milleproroghe ha prorogato (per l'ennesima volta) al 31 dicembre 2010, il termine oltre il quale i consulenti finanziari già operativi non potranno più prestare la loro attività, se non si iscrivono all'albo.

Ovvero tutto rimandato e, se si ripeterà la storia degli ultimi due anni, anche il 2010 potrebbe chiudersi con un buco nell'acqua. E così, mentre a Wall Srteet (grazie anche alla crisi) gli "indipendenti" stanno letteralmente rubando quote di mercato alle grandi banche (e non solo), da noi stiamo assistendo ad un vero e proprio "flop".



Le informazioni contenute in bluerating.com si basano su fonti ritenute attendibili, non ne possiamo tuttavia garantire l'assoluta esattezza o veridicità. Le opinioni espresse nei contributi giornalistici possono essere modificate senza preavviso e sono redatte a solo scopo informativo e non costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio. Chiunque ne faccia un uso diverso da quello per cui sono state pensate se ne assume la piena responsabilità.


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consulenti - promotori



Commenti utenti  
 
Visualizza 5 di 6 commenti    (visualizza tutti i commenti)

Le banche ci fanno tutti Fessi Scritto da: Anonimo (09-01-2010 13:19)

Le banche in Italia frenano lo sviluppo economico del paese succhiando una parte di pil, frenano le riforme come questa dei consulenti e quella dell'action class mentre conservano gelosamente il conflitto d'interesse nel proprio DNA. Vediamo importanti ceo di banche primarie fare cose degne di arresto, o peggio raccontare balle al mercato al telegiornale e non succede nulla. Grazie a loro l'Italia resta un paese del terzo mondo. Fino a quando ci faranno fessi questi predoni della finanza in giacca e cravatta?

Benvenga la proroga. Daniele Scritto da: Anonimo (08-01-2010 16:53)

La proroga è necessaria per permettere a chi opera di continuare a farlo ed era prevista. In realtà non è cambiato nulla in quanto il decreto non rimanda la creazione dell'organismo che potrà avvenire, si spera, entro tempi brevi. O mi sbaglio.......

Denuncia alla Commissione Europea Scritto da: Anonimo (07-01-2010 16:20)

Ma non è possibile fare una formale denuncia della presente situazione alla Commissione Europea?

Consulenti indipendenti, boom negli USA. Scritto da: suhapunta (06-01-2010 01:47)

Così, secondo quanto affermava lo scorso Natale il presidente di Nafop, Armellini, “ siamo fiduciosi che l’Albo sia costituito entro il 2010”.  
 
Ma la partenza non doveva essere ormai certa per i primi mesi del 2010?  
 
Suonava sibillino l’auspicio se eravamo già passati ad “entro il 2010” e per di più solo “fiduciosi”!  
 
E, infatti, il 30 Dicembre u.s. con l’emanazione del Decreto Legge n. 194 (milleproroghe 2010) “la riserva di attività di cui all’art. 18...” veniva prorogata al 31 Dicembre 2010 confermando la trama dilatoria di chi vorrebbe evitare che la “nostra professione venga istituzionalizzata in Italia” attraverso la costituzione del deliberato Albo. 
 
Una volta per tutte si abbia il coraggio di svelare i veri motivi di tali scandalosi e reiterati rinvii che non siano solo quelli afferenti alla ineliminabile lentocrazia che sicuramente non sarà difettata.  
 
Se la consulenza finanziaria indipendente incontra l’ostilità di certi poteri costituiti (indovina, indovinello: chi saranno mai costoro?) perché non denunciare alla pubblica opinione, che poi è in massima parte la vera beneficiaria della consulenza finanziaria indipendente, questo pernicioso boicottaggio?  
 
Ringrazio se qualcuno che ronza nei dintorni del Palazzo volesse provare a rispondere. 
 
ner

Lobbying Scritto da: Anonimo (05-01-2010 19:13)

E' realistico pensare ad una forte pressione da parte delle banche per non far partire la nuova professione. Ci stanno riuscendo.


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