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Ipo-Fideuram, Colafrancesco incontra i private bankers

di    Francesco D'Arco  (tutti i suoi articoli)

Ultimo aggiornamento : 04-02-2010 17:30
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Il prossimo 9 febbraio l'a.d. della Rete si confronterà con il Coordinamento Nazionale dei private bankers. Al centro della riunione il futuro della banca. Il portavoce del Comitato Direttivo Dalio Cesaroni, raggiunto da Bluerating, chiarisce la posizione della rete su Ipo e...

Secondo quanto risulta a Bluerating, il Comitato Direttivo del Coordinamento Nazionale dei Private Bankers di Banca Fideuram, dopo essersi riunito lo scorso 21 gennaio a Milano, per definire ulteriormente il piano di intervento in caso di Ipo (e non solo), ha chiesto un incontro ufficiale con l’amministratore delegato di Fideuram Matteo Colafrancesco. Invito che sembra essere stato accolto dall’a.d. della rete.

“Durante gli ultimi mesi è continuato il proficuo rapporto instaurato con il vertice aziendale” ha confermato a Bluerating il coordinatore e portavoce unico del Comitato Direttivo Dalio Cesaroni. “Dopo la riunione del nostro Comitato Direttivo tenuta a Milano il 21 gennaio abbiamo effettivamente chiesto un incontro ufficiale con il nostro a.d. Matteo Colafrancesco. Ci incontreremo a Roma martedì 9 febbraio 2010 e in tale sede verrà riconfermata la volontà della Rete di essere, e di avere, parte attiva nell’eventuale operazione di collocamento per la nostra Fideuram”.

Nella stessa data (il 9 febbraio) si svolgeranno il consiglio di gestione e di sorveglianza di Intesa Sanpaolo per affrontare il dossier Fideuram, anche se alcune indiscrezioni parlano di un ulteriore rinvio della decisione sull’eventuale quotazione.

“Non vogliamo commentare nessuna delle ipotesi ventilate negli ultimi mesi in ordine al dossier Banca Fideuram” continua Cesaroni. “Siamo in attesa di conoscere le legittime decisioni dell’azionista totalitario e vogliamo rappresentare al meglio la volontà della Rete”. Rete che manda un messaggio chiaro a Corrado Passera: qualunque sia la decisione è importante che essa interpreti “in modo chiaro la continuità di un’Azienda che ha come riferimento la centralità del proprio cliente ed ha la forte consapevolezza dell’assoluto valore intrinseco della propria Rete di Private Bankers” chiosa il portavoce del Comitato Direttivo, che vede tra gli altri componenti Renato Autino, Paolo Bonella, Giuseppe Cannizzaro ed Eligio Trevisi.

Ad oggi, l’unico commento ufficiale che giunge dal Coordinamento Nazionale, costituitosi nel corso del 2005 con la partecipazione di oltre 2200 private bankers, riguarda la vicenda Fideuram Vita: “Siamo assolutamente favorevoli al rientro di Fideuram Vita nell’ambito delle attività di Banca Fideuram” sottolinea Cesaroni. “Il settore assicurativo previdenziale rappresenta un asset essenziale nell’ambito della nostra offerta commerciale ed il rientro garantirà il rinnovo della storica capacità di proporre prodotti innovativi e di alta qualità”.



Le informazioni contenute in bluerating.com si basano su fonti ritenute attendibili, non ne possiamo tuttavia garantire l'assoluta esattezza o veridicità. Le opinioni espresse nei contributi giornalistici possono essere modificate senza preavviso e sono redatte a solo scopo informativo e non costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio. Chiunque ne faccia un uso diverso da quello per cui sono state pensate se ne assume la piena responsabilità.


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Fideuram - promotori



Commenti utenti  
 
Visualizza 5 di 15 commenti    (visualizza tutti i commenti)

azzaccagnare no, però... Scritto da: Anonimo (10-02-2010 12:24)

Io non azzaccagno commissioni personalmente, però vedo che è difficile fare consulenza. Consulenza vera intendo, non proporre "la migliore soluzione possibile per te tra quelle che la mia casa mi consiglia" (di piazzare). Forse la consulenza è la via per rilanciare una professione che ha subito più di altre la crisi di questi ultimi 10 anni però occorre poi legare a questo discorso quello della remunerazione e degli incentivi. A fine mese sempre devo fare i conti e capire cosa mi fa guadagnare e cosa non mi fa neanche pagare le bollette della luce... o no?

azzaccagnare! Scritto da: Anonimo (10-02-2010 11:23)

L'ex collega che parla di bluff, oggi di cosa si occupa? Io svolgo l'attività di promotore finanziario dal 2000 e ritengo che come me, siano tanti i colleghi che non si preoccupano di far pagare commissioni ai clienti, quanto di dare i giusti suggerimenti per una corretta gestione del proprio ciclo di vita e dei propri risparmi.Complimenti quindi a tutti i colleghi che ancora ad oggi operano sul mercato e mantengono la fiducia della propria clientela dopo 10 anni di "devastazioni finanziarie"!!!!!

Macchè consulenza.... Scritto da: Anonimo (09-02-2010 19:26)

Sono un PF...non pigliamoci per i fondelli. 
Nella prima società in Italia per masse per non morire di fame sei costretto a proporre "i prodotti di casa". 
Altrochè consulenza... 
In Italia la consulenza è vista solo come un mezzo per spillare commissioni aggiuntive alla clientela

Ma quanto vale un PF? Scritto da: Anonimo (09-02-2010 14:36)

Al di là della "storica" incomprensione di fondo tra bancari e promotori o consulenti, ma quanto vale secondo voi un PF per una struttura bancaria? E per il mercato? Non parlo solo di percentuali in rapporto agli Aum, ma di importanza di questa risorsa rispetto che so ad un manager aziendale. Se se ne va via un "boss" da una banca o assicurazione ne parlano i giornali, i titoli in borsa ballano, i clienti si informano su che succede... quando va via un manager di rete o un grande portafoglista che capita? Mi ricordo di alcuni casi "storici" a fine anni Novanta ma da allora mi pare il valore strategico dei PF sia sceso molto, o almeno la sua percezione per chi segue le vicende del settore da fuori.

CREDO CHE Scritto da: Anonimo (08-02-2010 20:18)

Alle banche l'autonomia dei Promotori non è mai piaciuta. Un libero professionista difficilmente risponde in piccola parte % (su scala 100) dei bisogni del mandatario. In Italia i big degli sportelli fanno solo distribuzione e collocamento, non tenendo conto (se non in rarissimi casi) delle esigenze della clientela. Ho toccato con mano entrambe le realtà, dipendente (responsabile di filiale e formatore) e Promotore. Sia benedetta la MIFID: sembrava una scocciatura invece è la salvezza per il CLIENTE. Invito a CONSOB: indaghi su un campione di 1000 clienti di Pf e 1000 clienti di sportelli bancari e poi vediamo chi ha rispettato la MIFID e le REALI esigenze della clientela. Solidarietà totale ai colleghi di FIDEURAM! E l'ANASF non dice nulla in merito?


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