In Italia nel 2009 e nei primi mesi del 2010 il settore ha confermato la sua vitalità
di Alessandro Santoni
Il mercato dei mutui nel settore bancario rimane uno dei driver principali di crescita nei bilanci delle banche italiane e, considerando il gap di penetrazione del settore (in % del PIL) rispetto al resto d’Europa, potrebbe continuare ad esserlo nei prossimi anni. Nonostante la forte crescita degli ultimi anni, evidenziata dalla quota di mercato dei mutui italiani sul totale mutui europei che è passata dal 5% del 2000 all’8,1% del 2009, la quota dei mutui rispetto al PIL rimane ancora molto bassa rispetto al resto d’Europa (17% rispetto al 38% dell’Area Euro). Da ciò emergono le potenzialità di crescita dello strumento mutuo in Italia che nel 2009 e nei primi mesi del 2010 sta confermando la sua vitalità.
Lo stock dei mutui è cresciuto nel 2009 del 5% circa anche se con flussi in calo, in virtù del calo delle compravendite, ed è in crescita del 7% anche nei primi mesi del 2010. Le erogazioni nel 2009 hanno registrato un calo del 12%, con un’incidenza sul totale delle compravendite assistite da mutuo ipotecario rimasta pressoché invariata tra 2008 e 2009 al 70%.
In netta crescita le operazioni di surroga e sostituzione di mutuo già esistenti che hanno riguardato il 20% circa dei mutui erogati rispetto al 13% del 2008.
Circa il 16% ha riguardato mutui trasferiti da una banca all’altra. Sul fronte tassi applicati il forte calo dell’Euribor (sceso dal 2,89% del 2008 allo 0,7% di fine 2009) ha generato una forte riduzione con il tasso variabile sulle nuove erogazioni di mutuo che è passato da un 4,9% di dicembre 2008 al 2,2% di dicembre 2009.
Il tasso fisso sulle nuove erogazioni ha registrato un calo più contenuto passando dal 5,2% a 4,9%. Tale dinamica dei tassi è alla base del forte incremento della richiesta dei mutui a tasso variabile (la cui incidenza è passata dal 18% del 2008 al 48% nel 2009). Rimane mediamente alta, anche se si sta indebolendo, la qualità dei prestiti per le Banche considerando che in media il valore dell’immobile rappresenta circa il 71% del prestito erogato, con valori più alti nel Nord Est (73%) rispetto al Sud (69%).
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