Il presidente di Ania sottolinea nell'assemblea annuale che i costi di distribuzione sono aumentati e che le imprese assicurative hanno subìto effetti indiretti della crisi. Intanto ISVAP annuncia di aver avviato uno stress test...
«Le imprese di assicurazione non sono arrocate su un unico modello distributivo, non sono chiuse rispetto alle trasformazioni in atto nella distribuzione dei prodotti, ma devono essere libere di organizzarsi al pari dei concorrenti di altri paesi» non usa mezzi termini Fabio Cerchiai, presidente Ania durante la relazione annuale. Il messaggio è diretto e chiaro e sembra rivolto a parte della platea che oggi è accorsa ad ascoltare e intervenire durante la relazione annuale.
Non può il presidente dell'Associazione Nazionale Imprese di Assicurazione prendere le difese delle imprese che rappresenta e non può non affrontare il tema della liberalizzazione e distribuzione, riconfermando l'idea che «ad oggi, al di là delle affermazioni di principio, nessuno è riuscito a dimostrare un solo vantaggio concreto per i consumatori» e sottolinea come invece i «costi di distribuzione sono aumentati e ciò costituisce una nuova preoccupazione per le tendenze prospettiche della spesa».
Insomma ancora una volta il fronte è schierato. Da una parte Ania che reclama «che non è possibile determinare per legge lo sviluppo di un canale distributivo» dall'altra i sindacati degli agenti, Sna e Unapass che hanno cercato di salvaguardare l'abolizione del divieto di esclusiva sancito dalla legge Bersani e che hanno espresso «profondo rammarico e viva preoccupazione» per l'approvazione alla Camera del decreto per il ripristino della pluriannualità delle polizze danni. I portavoci degli agenti sottolineano che la decisione del Parlamento lascia inascoltati il monito del Presidente dell'Antitrust e gli allarmi delle associazioni consumeristiche e inibisce l'evoluzione del ruolo dell'agente verso un'offerta più adeguata alle esigenze della clientela. I presidenti dei due sindacati hanno richiesto formalmente al Ministero dello Sviluppo Economico l'apertura di un tavolo di confronto con il coinvolgimento di tutti gli attori del mercato assicurativo per comprendere gli orientamenti del Governo in merito al processo di liberalizzazione del mercato delle polizze.
Ma l'occasione della relazione annuale ha consentito anche al presidente di Ania di ricordare che le imprese assicurative italiane hanno subìto principalmente degli effetti indiretti, e che «nel complesso l'industria assicurativa italiana ha reagito alla crisi meglio di quella di altri paesi» ha precisato Cerchiai. E nella stessa assembla il presidente di Isvap, Giancarlo Giannini annuncia che l'istituto da lui presieduto ha avviato uno stress test con l'obiettivo di «saggiare la tenuta del mercato dal punto di vista finanziario a fronte di ipotizzati persistenti scenari negativi» e di analizzare «i fattori di vulnerabilità in relazione agli andamenti tecnici vita e danni delle imprese».
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