Assemblea Intesa, Passera vede 2010 in crescita

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Durante l’assemblea degli azionisti, tutt’ora in corso, l’ad Corrado Passera ha fatto il punto sul futuro dell’istituto: “Il 2010 sarà un anno complicato anche se meno difficile del 2009”. A breve l’elezione del nuovo consiglio di sorveglianza.

di Camilla Gaiaschi30 aprile 2010 | 16:30

Utili in “leggero miglioramento” nel 2010. E nuove possibili acquisizioni all’orizzonte. Corrado Passera fa il punto sul futuro di Intesa Sanpaolo e davanti all’assemblea annuale degli azionisti, in corso a Torino, spiega: “quest’anno sarà un anno complicato anche se meno difficile del 2009”, quando è stato conseguito un utile netto di 2,6 miliardi di euro, su cui hanno però pesato quattro “tenaglie”: la recessione, gli spread ai minimi storici, il costo del credito e una fiscalità penalizzante. Il rischio per quest’anno, semmai, è quello legato alle nuove regole di capitale, “anche se – precisa Passera – Intesa è tra le pochissime banche in Europa che se Basilea 3 fosse immediatamente in vigore sarebbe già a posto con i nuovi requisiti di liquidità”.

Il top manager ha inoltre dichiarato di voler “razionalizzare e rafforzare la presenza di Intesa in Italia nelle zone dove non è sufficiente o adeguata” anche attraverso acquisizioni: “Non c’è una regola assoluta – ha aggiunto – vogliamo crescere sia per via organica sia, dove ci fossero selezionate occasioni di acquisizione, perseguendole”. Quanto al piano triennale, che secondo recenti indiscrezioni avrebbe dovuto essere presentato entro giuno, Passera ha spiegato che si tratta di un “documento molto ponderoso che metteremo a punto con i due nuovi consigli, poi dovremo decidere quando renderlo noto e pubblicarlo”, aggiungendo che “finora nessun altro concorrente ha deciso di presentare il proprio piano strategico perché lo scenario economico e normativo è così indefinito che prendere un impegno in tre anni è molto difficile”. 

Passera ha ricordato che nel 2009 la banca ha completato il primo triennio di vita post-fusione, in cui “sono stati raggiunti tutti gli obiettivi proposto, è stata superata la fase del completamento della fusione e siamo passati attraverso una crisi molto seria con le nostre forze”. Parlando agli azionisti, ha definito strategica per Intesa la scelta di “voler essere una banca commerciale orientata verso l’economia reale”, aggiungendo, in merito al ritorno del dividendo (a 8 centesimi per azioni) “doveroso” che la banca distribuisca i suoi utili: “Ci siamo interrotti in un anno che non aveva visibilità sul futuro, ma appena usciti da quella fase ci siamo sentiti di riprendere e pagare con continuità il dividendo”. 

L’ad si è soffermato sulle partecipazioni del gruppo. Ha giudicato “adeguata” la quota di Telco (per 2,2 euro, a fronte di un titolo Telecom che viaggia attorno a 1,1 euro) in capo all’istituto: “La quota Telecom – ha spiegato – l’abbiamo in carico per 340-350 milioni e pensiamo che per il tipo di pacchetto e il valore dell’azienda la valutazione di libro sia adeguata”. Quanto alla partecipazione nell’Lse Group, ha rassicurato circa la rappresentatività degli italiani nel consiglio (messa in discussione all’indomani dell’addio di Massimo Capuano): “Quando e’ stata negoziata la fusione – ha ricordato – la trattativa e’ stata molto valida e ha portato 5 rappresentanti italiani nel Cda del London Stock Exchange, di cui uno deve ora essere sostituito. Credo che ci siano tutti gli strumenti per tutelare gli interessi leciti delle aperti in causa”.

E all’indomani della notizia del ritiro della candidatura di Domenico Siniscalco alla presidenza del consiglio di gestione, non poteva mancare una battuta sulla governante dell’istituto, lacerata dal conflitto tra Milano e Torino. A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato il presidente del Cds Giovanni Bazoli, che in una lettera agli azionisti ha dichiarato che “l’autonomia del cds non è in discussione e resta impregiudicata nel valutare qualsiasi informazione utile e significativa ai fini del miglior svolgimento delle funzioni”.

L’assemblea dei soci ha approvato la proposta delle Fondazioni azioniste di determinate in 19 il numero dei componenti il consiglio di sorveglianza. E’ atteso a breve la nomina dei consiglieri di sorveglianza. Che una volta nominati si metteranno al lavoro sulla composizione del nuovo Cdg, previsto per i primi giorni della prossima settimana.

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