S&P, Compagnie assicurative promosse con riserva

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Per l’agenzia di rating le compagnie italiane nel breve periodo si sono comportate bene. Ma le sfide non sono finite. Nei prossimi due anni dovranno…

di Marcella Persola30 novembre 2010 | 14:30

Compagnie promosse da S&P. L’agenzia di rating che oggi ha presentato il suo studio sul mercato italiano ha spiegato che le compagnie italiane hanno dimostrato in questi ultimi 18 mesi di aver reagito bene alla crisi, anche se le sfide non sono finite.

Secondo l’agenzia di rating il mercato assicurativo italiano è stato in grado di rispondere alla crisi, e nel breve periodo è riuscito a crescere soprattutto nel segmento vita anche grazie ai prodotti con minimi garantiti, ma nel lungo periodo il settore dovrà ricevere il supporto dall’economia, nei confronti della quale l’agenzia di rating non ha previsioni ottimistiche.

Difatti la view è di una crescita del PIL italiano intorno all’1% nel 2011, la metà di quello previsto per l’Eurozona. Entrando nel dettaglio dei singoli business per S&P nel settore Vita i margini restano ridotti e il segmento soffre del peso dei bassi tassi di interesse, inoltre restano le difficoltà legate al segmento dei prodotti linked che risentono del difficile contesto di mercato. Per quanto riguarda il segmento danni invece il rischio è moderatamente più basso. Certo la legge 40 e altri interventi normativi hanno deteriorato, secondo S&P, il contesto di mercato, e i combinated ratio delle compagnie sono cresciuti vistosamente, tanto da superare in molti casi il 100%.

A livello di distribuzione il canale bancassurance è quello predominante per il segmento vita, in quanto è stato in grado di trasformare i prodotti in reddito per le banche. Mentre nel danni gli agenti sono coloro che hanno dominato il mercato, visto che i clienti italiani continuano a privilegiare il contatto diretto e anche la distribuzione attraverso canali alternativi internet, telefono ecc.. non superà il 3%. Invece nel danni il canale bancario non è decollato seppure ci sono stati degli esempi, a causa delle difficoltà derivanti dalla gestione dei sinistri ecc..

 Secondo S&P le azioni messe in atto dalle compagnie si sono dimostrate efficaci, anche in considerazione dei risultati della seconda metà del 2010. Comunque il peggio è ormai alle spalle, il fondo è stato toccato nel 2009 con effetti nel 2010. Le previsioni dell’agenzia di rating sono chiare. Il combinated ratio tornerà intorno al 100% per il 2011, se così non fosse l’agenzia è pronta a tagliare i rating.

Anche a livello di patrimonializzazione la situazione è in miglioramento. Il livello di patrimonio è sceso durante la crisi in parte perché influenzato dal cattivo andamento del mercato azionario, secondariamente perché ha risentito del forte deterioramento dei risultati operativi.

Nei prossimi due anni invece secondo le previsioni di S&P la patrimonializzazione servirà solo per la crescita organica. Un elemento sul quale invece le compagnie dovranno lavorare seriamente è quello della gestione integrata. Tale segmento rappresenta ancora un’area di debolezza sul mercato italiano, ma  con Solvency II diventerà sempre più fondamentale.  


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