Alcune banche Usa a rischio fallimento

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Secondo il Wall Street Journal sono diverse le banche che potrebbero non avere la liquidità necessaria a restituire i soldi prestati dal governo americano per salvarle.

di Redazione31 dicembre 2010 | 09:30

Quasi cento banche che avevano ricevuto aiuti statali, in America, rischiano di fallire. Il motivo: il capitale che si sbriciola sempre di più e la pila di prestiti non restituiti che aumenta, di pari passo con i continui allarmi resi noti dalle autorità bancarie e amministrative. I  salvataggi, sono stati tra le operazioni più discusse dell´amministrazione americana, iniziati dapprima sotto George W. Bush e rilanciati poi da Barack Obama.

Adesso si scopre che una parte dei fondi statali destinati al salvataggio non sarà più restituita. Il numero delle banche in crisi che ha ricevuto aiuti statali è aumentato paurosamente proprio negli ultimi tempi. Nel 2009 erano 47 e nel giugno scorso 78. E ora secondo i dati forniti dal Wall Street Journal sono 98. In totale, il contribuente ha sborsato per loro 4,2 miliardi di dollari.

Sette sono già le banche che pur con i contributi di stato sono fallite: 2,7 miliardi non verranno così mai più restituiti. Il prestito medio ricevuto dalle banche ora in pericolo è di dieci milioni. Tutte piccoline per la verità: 439 milioni la media degli asset posseduti. Nomi non proprio conosciutissimi: come la Bank of Milwaukee o la CommunityOne Bank of Asheboro del North Carolina. Ma è quel numero totale, che ci preoccupa e che pericolosamente si avvicina a cento che fa paura.

E  ci siamo dimenticati  di quell´altra maledizione che ha accompagnato tutta la recessione? i cattivi investimenti immobiliari e l´impossibilità per tanti clienti di pagare i mutui che stanno mettendo nuovamente in pericolo le banche. «Sappiamo che un certo numero di istituti sono in difficoltà», riconosce David Miller del Dipartimento del Tesoro. Che, però, difende nel suo complesso l´amministrazione attuale dicendo che ha ragione da vendere. Mah, sarà… ripetiamo noi. I bailout hanno rimesso in piedi giganti del calibro di Bank of America o Citigroup.

Però tutto ha un costo e spesso anche si ricava un vantaggio: proprio il salvataggio di quest´ultima, per esempio, si è alla fine rivelato un affare: il prestito da 45 miliardi ha fruttato 12 miliardi di interessi al contribuente. D´altra parte è vero però anche un paradosso: le banche «troppo grandi per fallire», secondo la fortunata espressione che ha fatto scuola, hanno retto proprio perché più ricche e hanno ricevuto più aiuti.

Potendo contare, per esempio, sui fondi d´emergenza della Federal Reserve: negati invece agli istituti più piccoli.  “Piove sempre sul bagnato” si dice da noi.

I dati ufficiali forniti dal Tesoro non fotografano una situazione più confortante di quella denunciata dall´inchiesta del Wall Street Journal. Le banche in difficoltà sono aumentate di più di un decimo tra i 7760 istituti che animano, si fa per dire, il panorama finanziario americano. E poi non diciamo che non capiamo perché il dollaro scende!

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