Consulenti indipendenti – Numeri e prospettive

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Per l’Albo servono 300 euro per le persone fisiche e 1800 per le società.

di Redazione27 maggio 2011 | 12:30

Di Luca Spoldi

La consulenza indipendente come “cintura di sicurezza” che in futuro potrebbe evitare nuovi casi di “risparmio tradito” come quello del “Madoff dei Parioli” di cui si legge in queste settimane sulla stampa, consulenza indipendente il cui sviluppo sarebbe una vera e propria “priorità sociale”. Ma in concreto quali sono i numeri del settore attuali e le prospettive per il futuro? Su 750 iscritti al primo Forum nazionale sulla consulenza finanziaria organizzato da Ascosim lo scorso marzo, 140 erano rappresentati da consulenti e società di consulenza (non Sim). L’attività dei consulenti italiani, sia persona fisica sia società, appare in crescita (+9% il dato del 2009, in parte dovuto all’entrata sul mercato di alcune nuove società, mentre si aspetta la pubblicazione dei bilanci, in corso in queste settimane, per elaborare il dato riferito a fine 2010), anche se è prevedibile che il trend iniziale non registrerà accelerazioni significative intanto che andrà definendosi il quadro regolamentare e che verrà organizzata l’attività dell’Organismo di tenuta dell’Albo, per iscriversi al quale occorrerà pagare 300 euro se persona fisica o 1.800 euro se persona giuridica.

Tra i costi che incideranno sull’avvio dell’attività vanno ricordati anche quelli legati ai requisiti patrimoniali previsti per le società dal regolamento ministeriale, ovvero la sottoscrizione di una polizza assicurativa RC professionale che copra, appunto, i danni derivanti da negligenza professionale assicurando una copertura di almeno 1 milione di euro per ciascuna richiesta di indennizzo e 5 milioni di euro all’anno per l’importo totale delle richieste di indennizzo (a titolo esemplificativo, una polizza RC professionale per l’attività di commercialista può costare a seconda del giro d’affari dai 1.200 ai 4.600 euro circa con un massimale annuo di 1 milione di euro). Insomma, per parafrasare un vecchio slogan pubblicitario, la consulenza finanziaria indipendente in Italia sarà un business (forse) per molti, ma (certamente) non per tutti.

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