Banche, capitalizzazione ridotta a un terzo per le big italiane

A
A
A

L’Annuario Ricerca & Sviluppo di Mediobanca rileva che la capitalizzazione in Borsa delle cinque maggiori banche è scesa a 66 miliardi di euro contro i 218 di fine 2006

di Redazione29 luglio 2011 | 07:45

Tempi duri per i titoli bancari di piazza Affari. Secondo l’Annuario Ricerca & Sviluppo di Mediobanca condotto sui 50 maggiori gruppi quotati, la capitalizzazione in Borsa dei cinque principali istituti di credito italiani (Intesa SanPaolo, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Ubi banca, Mediobanca e Banco popolare) attualmente non è nemmeno un terzo di quella pre-crisi: 66 miliardi di euro contro i 218 di fine 2006.

La peggior performance nel quinquennio è stata quella di Unicredit, la cui capitalizzazione di Borsa è scesa dagli 87,4 miliardi di euro del 2006 ai 23,7 miliardi al 27 luglio scorso, seguita da Intesa Sanpaolo, che nel 2006 valeva quasi 73 miliardi, mentre ora ne vale 25,6. E nel primo trimestre di quest’anno i crediti deteriorati netti dei cinque big del comparto sono arrivati a 87,2 miliardi: il doppio rispetto ai 44,8 miliardi nel 2008. Secondo gli analisti si tratta di livelli “finalmente stabilizzati sia rispetto ai crediti alla clientela sia rispetto al capitale netto”.Ma il boom è stato notevole: dai 44 miliardi abbondanti del 2008 ai 76,7 miliardi di fine 2009, agli 85,5 di fine 2010.

Nel marzo scorso la situazione meno favorevole era quella del Banco Popolare, i cui crediti deteriorati erano pari al 9,7% dei crediti alla clientela e al 75% del capitale netto. Ma anche gli altri numeri di questo inizio anno che emergono dall’analisi di R&S Mediobanca non sono ottimi per le grandi banche italiane: nel primo trimestre i ricavi complessivi mostrano una leggera crescita (+1,3%) rispetto al primo trimestre del 2010, con un lieve aumento del margine di interesse (+2,1%) e un forte miglioramento del risultato di negoziazione (+45,3%).

Quest’ultimo è il famigerato trading, ampiamente positivo anche nel primo trimestre del 2010, ma che poi ha chiuso male sui 12 mesi. “Con l’attuale situazione dei mercati è molto dubbio che quest’anno le banche chiudano con risultati positivi le attività di trading”, hanno commentato gli analisti. “Se queste prime tendenze dovessero confermarsi in corso d’anno, l’aggregato delle banche chiuderebbe il 2011 con ricavi comunque inferiori di circa il 10% rispetto al livello del 2007”.

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Messina (Intesa Sanpaolo): npl, servono correttivi a regole Bce

Top manager di banche e digital al Summit di Saint-Vincent

Fallimenti e rivalsa sulle banche, il cliente può agire

Consob, l’Acf stoppa i ricorsi contro Bpvi e Veneto Banca

Banca Mediolanum dice la sua sull’innovazione digitale

Bankitalia: segnali di ripresa per il settore del credito

L’aumento del c/c per il fondo salva-banche è illegittimo

Cryan (Deutsche Bank) auspica tassi più alti e più fusioni e acquisizioni tra banche

Vigilanza bancaria, così cambia l’assetto dei controlli in Europa

Banche italiane, il consolidamento è partito

Dal 2007 in Europa sono scomparse 700 banche

Crediti problematici: Rev punta a collocare due portafogli di Npl tra agosto e ottobre

Hsbc, la svolta di Gulliver porta risultati

Qatar: le tensioni geopolitiche fanno defluire i capitali stranieri

Gacs, si va verso il rinnovo ma il costo potrebbe cambiare

A John Cryan serviranno anni per ristrutturare Deutsche Bank

Ubi Banca in stato di grazia a Piazza Affari: +4,34%

Reti Top, conto alla rovescia per le semestrali

Morgan Stanley: serviranno 10 anni per superare crisi Npl

Credit Suisse: i mercati già incorporano il rialzo dei tassi, ma siamo solo all’inizio

Torna l’assemblea annuale dell’Abi, banchieri a raccolta a Roma

Goldman Sachs punta sui prestiti alla clientela istituzionale Usa

Le ultime mosse sulle banche italiane convincono persino Schaeuble

Banche: oltre a Banca Carige occhio a Mps

La Brexit aumenta il fascino di Francoforte, ma Londra resta la capitale della finanza mondiale

Banca Carige opta per un aumento da 500 milioni

Banche, anche in Svizzera è l’ora delle razionalizzazioni

Banche: ora tocca al dossier Stefanel

Piazza Affari corre con le banche, brilla Unicredit

L’estate 2017 potrebbe rivelarsi propizia per le banche italiane

Dopo salvataggio banche venete si sblocca anche vicenda Mps

Banche a passo di corsa in borsa, per Credit Suisse è un “happy ending”

Bpvi – Veneto Banca, la soluzione Intesa Sanpaolo non entusiasma tutti

Ti può anche interessare

Consulenti finanziari, training class: cosa sapete della duration modificata?

La risposta esatta alla domanda pubblicata ieri, a proposito delle pensioni, era quella contraddist ...

Banca Imi quota due nuove Obbligazioni collezione

Si tratta di due obbligazioni a tasso fisso in dollari statunitensi e in dollari australiani. ...

Sindacato e banche a confronto sulla rivoluzione del settore

Termina a Roma il consiglio nazionale della Federazione autonoma bancari italiani, il sindacato banc ...