La battaglia dei tassi continua. I conti deposito di chi punta sull’online

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la battaglia dei conti correnti sembra a un punto di stasi, con un livello ormai appiattitosi attorno al 4,25% annuo lordo per le proposte migliori.

di Redazione29 novembre 2011 | 10:26

Nonostante sia a molti evidente che l’incerta gestione della crisi del debito sovrano sta facendo rapidamente evaporare la liquidità tanto attentamente creata e mantenuta dalla Banca centrale europea sui mercati europei, con continue vendite di titoli di stato da parte delle più importanti banche e assicurazioni del vecchio continente (e non solo, visto che Fitch Ratings ha stimato in almeno 50 miliardi di euro l’esposizione delle sole prime sei banche americane nei confronti di titoli di Stato europei “a rischio” e che non c’è ragione di dubitare che anche quelle posizioni verranno ridotte se sui mercati non tornerà un minimo di fiducia nelle sorti dell’euro e dell’eurozona), la battaglia dei conti correnti che da mesi coinvolge anche gli intermediari italiani e dunque anche le banche dirette e le reti di promotori finanziari operanti nel Belpaese sembra a un punto di stasi, con un livello ormai appiattitosi attorno al 4,25% annuo lordo per le proposte migliori.

Sul tale livello troviamo infatti non solo il conto deposito “Super Cash” di Fineco (offerto fino al 30 novembre esclusivamente a nuovi clienti o per nuova liquidità), che peraltro prevede anche una serie di scadenze intermedie (a 3 mesi, con un tasso lordo del 2,50%, a 6 mesi, al 3% lordo, o a 18 mesi, al 4,30% lordo), ma anche il conto deposito InMediolanum (che, accanto al 4,25% lordo sui 12 mesi, propone il 2,65% lordo sui depositi a 3 mesi e il 3,15% lordo su quelli 6 mesi), mentre appena al di sotto si trova Conto Arancio che offre il 4,20% sui 12 mesi. Appena meno elevata le remunerazione proposte da CheBanca! (gruppo Mediobanca), al 4% sulle somme depositate per un anno (in questo caso le alternative sono un conto base all’1% lordo, un conto deposito a 3 mesi al 3% lordo o uno a 6 mesi al 3,50% lordo), mentre IWBank (gruppo Ubi Banca) per la clientela privata propone due alternative: o IWPower Deposito Special 3%, che offre un rendimento del 3% lordo per i depositi a vista, senza limiti di durata né limiti minimi di giacenza, per nuovi clienti o nuova liquidità sino al 30 aprile del prossimo anno (per le somme che non siano computabili come “nuova liquidità” la remunerazione scende all’1% lordo annuo) o IWPower Special Dodici+Sei, con cui si può ottenere un 4,30% lordo annuo per le somme in deposito per i primi 12 mesi (fino al 30 novembre del prossimo anno) e del 4,45% lordo annuo per le somme mantenute in deposito per i 6 mesi successivi, pari ad un rendimento medio del 4,35% sulle somme in deposito per 18 mesi. Nel frattempo non sarà sfuggito a nessuno che l’ultima asta di Bot a dodici mesi a fronte di una domanda par 9,947 miliardi di euro ha assegnato 5 miliardi di euro di Bot scadenza 15-11-2011 ad un rendimento medio ponderato pari al 6,087%. Per gli investitori (intermediari finanziari o loro clienti che siano) che sono riusciti ad accaparrarsi il titolo sembra un rendimento decisamente più allettante, anche se un giudizio definitivo si potrà dare solo tra qualche mese, in base agli esiti dell’attuale crisi del debito sovrano.


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