Ronchetti (Gfk Eurisko): “Donne cf, più esigenti con le mandanti”

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Il premiatore della categoria Woman Nicola Ronchetti, business director di Gfk Eurisko, spiega perché la crescente importanza della presenza femminile nella professione di consulente finanziario.

Marco Muffato di Marco Muffato16 maggio 2017 | 12:25

Nicola Ronchetti, business director di Gfk Eurisko, è stato il premiatore della categoria Woman ai Bluerating Awards. Nella sua intervista spiega perché il ruolo delle donne è destinato a crescere nelle reti.

Ronchetti, la consulenza finanziaria è un mestiere per donne a suo giudizio e perché?

A oggi le donne consulenti finanziarie sono ancora una minoranza – meno del 20% -, ma è una percentuale che sta crescendo anche grazie all’arrivo di professioniste bancarie. Certamente la consulenza finanziaria è un mestiere per donne perché, oltre alle competenze tecniche – conoscenza dei mercati, delle soluzioni di investimento -, le competenze relazionali e di ascolto dei clienti diventano oggi sempre più cruciali e maggiormente compatibili con l’essere donna.
Oltretutto il rapporto della donna con il denaro è di lunga data. Negli assetti tradizionali della famiglia, il ruolo femminile è stato a lungo assimilabile a quello di un gestore di risorse.
Spese e risparmio, sono attività che la donna ha storicamente sempre agito in modo quasi naturale, come declinazione del suo ruolo nella famiglia. Anche dal lato della domanda, cioè dei clienti, il ruolo della donna sta acquisendo maggior peso e a confermarlo ci sono molti dati.

Quali sono le caratteristiche distintive per le quali le consulenti finanziarie risultano apprezzate dai clienti anche a differenza dei colleghi maschi?

Le professioniste della finanza hanno una maggior capacità di ascolto, sembrano affrontare il proprio lavoro con maggior serenità, il tutto si traduce in una minor ansia da prestazione e in un rapporto meno conflittuale con la propria mandante. Nell’arco degli ultimi 7-8 anni, le nostre ricerche GfK Multifinanziaria e Sinottica hanno mostrato come il segmento femminile si sia avvicinato in maniera progressiva, al mondo degli investimenti, acquistandone competenza e maggior dimestichezza. Questo trova una significativa corrispondenza anche dal lato della domanda, cioè dei clienti: se nel 2008, fatto 100 i possessori di azioni, obbligazioni o titoli di stato, il segmento “rosa” aveva un peso del 44%, oggi è molto vicino al 50% (fonte: GfK Sinottica / TSSP). Anche tra i capifamiglia italiani, monitorati dall’indagine GfK Multifinanziaria Retail, si registra lo stesso fenomeno. La differenza in termini di “penetrazione” degli investimenti nei due generi vede ancora la leadership maschile, ma solo di un +2%, contro il +16% del 2000. Il segmento femminile mostra un approccio più riflessivo e pragmatico: chiede sicuramente maggior sicurezza, anche a scapito del rendimento che appare più centrale per l’investitore maschile ma si aspetta anche maggior flessibilità, declinata nella rapidità di smobilizzo e nella possibilità di investire anche per brevi periodi.

Secondo le vostre rilevazioni le donne consulenti come vivono il loro ruolo?

Con molta consapevolezza, soddisfazione e con qualche differenza rispetto ai colleghi uomini nel rapporto con la propria mandante. L’aumento della soddisfazione complessiva rispetto alla propria mandante condiviso con i colleghi uomini, ha visto infatti per le donne un aumento più consistente, secondo PF Monitor e Private Banker Monitor. Tuttavia le donne consulenti finanziarie si confermano più esigenti e quindi mediamente meno soddisfatte rispetto alla propria mandante sui supporti forniti per la loro attività ricevuti dalla stessa. In particolare: i supporti di comunicazione e marketing che la rete mette a loro disposizione, l’attenzione e l’impegno dell’azienda nei confronti della rete, le operazioni di back office verso i cf, la dotazione informatica – computer, stampanti, ma anche App ecc. – a disposizione.

Le consulenti finanziarie usano più fonti per informarsi – 8 contro 6 dei propri colleghi – e sono maggiormente orientate all’utilizzo dei social network e in genere ai canali on line. In altri termini le donne avvertono con maggior urgenza l’importanza di essere dotate dalla propria mandante di strumenti in grado di poter esercitare al meglio la propria professione. In fine le donne sono più fedeli alla propria mandante: 66% pensa che tra 5 anni sarà ancora nella stessa rete contro il 50% degli uomini e più propense a raccomandare a colleghi la propria società – 75% contro il 64% -. Da questa analisi emerge dunque un profilo di elevata qualità delle donne consulenti finanziarie che interpretano il loro ruolo al passo con i tempi valorizzandone la professionalità, la serietà ed il senso di appartenenza alla propria rete.

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