Ambrosi (Efpa Italia): “Perché la formazione è premiante per i cf”

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Intervista al presidente di Efpa Italia, tra i premiatori ai Bluerating Awards

Andrea Telara di Andrea Telara18 maggio 2017 | 14:55

Mario Ambrosi, presidente di Efpa Italia, la filiale nazionale dell’associazione europea dei financial planner, è tra i premiatori dei Bluerating Awards, i riconoscimenti ai migliori consulenti finanziari italiani che BLUERATING consegna all’edizione 2017 dell’ItForum di Rimini. Ad Ambrosi abbiamo chiesto di dare un giudizio su questa iniziativa e di parlare dell’importanza della formazione degli sviluppi di carriera dei cf.

Cosa ne pensa dell’idea di creare un premio per i cf come i Bluerating Awards?
A mio avviso si tratta di una giusta intuizione, in quanto va a premiare due caratteristiche peculiari del consulente finanziario. Quasi sempre infatti si tratta di liberi professionisti e di conseguenza molto sensibili alla visibilità personale, in un contesto dove il personal branding è diventato un motore importante di sviluppo professionale.

Quanto conta la formazione nello sviluppo di carriera di un consulente finanziario e soprattutto quanto conta nelle decisioni di cambio di società di un consulente finanziario?
Il processo di formazione del consulente finanziario è continuo e, di conseguenza, è molto sensibile al tema. L’utilizzo ottimale di strumenti finanziari e delle piattaforme tecnologiche, ad esempio, richiedono percorsi di apprendimento e di aggiornamento continuo. Tanto più il consulente desidera approfondire le sue conoscenze, tanto più cercherà società che abbiano percorsi formativi più completi. Il rapporto con i clienti sembra infatti orientarsi verso una richiesta di consulenza che non si limiti ai soli aspetti finanziari, ma anzi sembra che il cliente cerchi un supporto più globale, che di conseguenza richiede sempre maggiori competenza da parte del consulente.

Le reti di consulenti finanziari possono utilizzare la formazione come benefit per trattenere a sé un consulente o attrarre nuovi talenti dalla concorrenza?
Le principali reti, già oggi, offrono percorsi formativi ai loro consulenti. Spesso i percorsi sono segmentati per categorie (private, financial advisor, etc.), per finalizzare meglio le reciproche competenze. A mio parere, da questi processi formativi, il valore aggiunto che si genera, è dato soprattutto dalla nascita e dalla crescita di una vera e propria “community” interna alla rete. Lo scambio di esperienze, di conoscenze ed il confronto tra i consulenti sono elementi vitali per la crescita personale ma anche per il raggiungimento di maggiore successo relazionale e professionale.

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