Promotori, quasi tutti bravi ragazzi

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Le cifre confermano: pochissimi pf violano le regole…

di Redazione30 marzo 2012 | 08:43

“Promotori brava gente”, titolava in prima pagina BLUERATING lo scorso gennaio. In copertina c’era il resoconto dei provvedimenti disciplinari deliberati dalla Commissione nazionale delle società e della Borsa (la Consob) nell’intero 2011, provvedimenti destinati appunto ai pf. Sono stati 116 in tutto. Stando ai dati forniti dalla stessa Consob, solo lo 0,2% dei promotori finanziari iscritti all’Albo (54.581, secondo Apf) e lo 0,3% appena dei promotori con mandato (34.347, sempre secondo Apf). Oggi, BLUERATING propone un nuovo appuntamento mensile. Si tratta di un focus dedicato al riepilogo dei provvedimenti disciplinari più recenti adottati dall’autorità di vigilanza. Cominciamo con i cinque casi oggetto delle ultime delibere della Consob pubblicate sul sito istituzionale della Commissione. Tutti gli atti risalgono a gennaio. Perché lo facciamo? Per i risparmiatori che ci leggono, certo. Ma anche per gli stessi pf, sulla cui reputazione troppo spesso pesa l’effetto di pochi e isolati casi di cattiva condotta. Che siano pochi lo dicono i numeri: 116 provvedimenti in un solo anno a fronte di quasi 55mila iscritti e di oltre 34mila professionisti con mandato è un numero che traccia il perimetro di una modestissima minoranza. L’eccezione, in un contesto in cui la quasi totalità degli operatori – monitorati dalle stesse reti prima ancora che dalla Consob – osserva tutte le regole che la tutela del risparmio, ovviamente fondamentale, impone. Le reti, appunto. Come si evince dai cinque casi di cui – attenendoci esclusivamente alle delibere della Consob – riportiamo una sintesi, sono state le stesse società toccate dalla cattiva condotta dei professionisti in questione a segnalare l’irregolarità alla vigilanza. Segno della massima cooperazione tra le imprese – che hanno tutto l’interesse a pretendere il rispetto delle norme – e la stessa autorità. Questo spazio serve per ribadire che anche le reti – oltre ai risparmiatori e ai promotori finanziari – subiscono il danno collaterale di condotte non limpide. Quali sono i provvedimenti disciplinari che la Consob può comminare? Dal primo gennaio 2009, l’Albo non è più seguito dall’autorità bensì dall’Organismo per la tenuta dell’albo unico dei promotori finanziari. Alla Consob spetta invece il compito di verificare che i comportamenti dei promotori finanziari nei confronti dei risparmiatori siano diligenti, corretti e trasparenti. La Consob può assegnare sospensioni cautelari dall’esercizio dell’attività per un periodo massimo di 60 giorni (o, in casi determinati, anche di un anno) e può disporre radiazioni o sospensioni sanzionatorie da uno a quattro mesi dall’Albo. Può comminare altre sanzioni come il richiamo scritto e la sanzione amministrativa pecuniaria. Chiaramente, i pf che trasgrediscono ricevono un provvedimento disciplinare commisurato alla alla gravità della violazione, e che tiene conto dell’eventuale recidiva. Si va, appunto, dal richiamo scritto alla sanzione amministrativa pecuniaria fino alla sospensione da uno a quattro mesi, arrivando nei casi più seri alla radiazione dall’Albo.

FABRIZIO CACCIA
Misteriosi investimenti immobiliari

Fabrizio Caccia è nato a Trezzo sull’Adda, provincia di Milano, il 27 gennaio del 1959. A 33 anni, il 27 ottobre del 1992, ha ottenuto l’iscrizione all’Albo dei promotori finanziari. La Consob lo ha radiato con delibera 18087 datata 26 gennaio 2012. Cosa è successo? Con note del 7 agosto 2009, del 24 dicembre dello stesso anno, del 27 gennaio 2010 e del 23 aprile seguente, Allianz Bank Financial Advisors Spa ha comunicato alla Commissione di avergli revocato l’incarico conferito “a seguito di gravi irregolarità compiute nello svolgimento dell’attività di promotore finanziario”. L’ufficio sanzioni amministrative della Consob ha poi ritenuto accertato “il compimento, da parte del signor Caccia, di atti gravemente contrari ai doveri di diligenza, correttezza e trasparenza previsti, in via generale, per i promotori finanziari dall’articolo 107, comma 1, del regolamento adottato dalla Consob con delibera 16190 del 29 ottobre 2007”. In pratica, risulta comprovato che “sul conto corrente del signor Caccia, nel periodo tra il 16 dicembre 2008 e il 19 giugno 2009, sono confluite somme di denaro di pertinenza di dodici soggetti, tutti clienti di Allianz Bank Financial Advisors Spa”. Il promotore “ha affermato che tali somme gli sarebbero state consegnate dai suddetti clienti per essere impiegate in investimenti immobiliari. Tale tesi difensiva, tuttavia, risulta smentita”. In sintesi, “da nessuna delle disposizioni di bonifico effettuate dai clienti sul conto personale del promotore sono desumibili riferimenti a tali asserite iniziative di compravendita immobiliare, recando tutte la generica causale ‘rimborso spese’”. Come se non bastasse, il promotore finanziario ha raccolto i risparmi “avvalendosi di operazioni di bonifico o di versamento assegni effettuate a valere sul conto dello stesso promotore”. Accertata quindi anche l’accettazione di mezzi di pagamento difformi da quelli prescritti dalla normativa di riferimento. Per finire, il promotore è recidivo, essendo stato in passato sanzionato con il provvedimento del richiamo scritto (delibera Consob numero 16413 del 26 marzo 2008).

Bruna Giri
Iscritta, cancellata, riscritta e alla fine radiata

Il Messaggero.it, parlando di lei nei primi giorni di agosto del 2011, l’ha definita la “Madoff in gonnella”. Il riferimento è a Bernard Madoff, l’uomo d’affari accusato di una delle più grandi frodi finanziarie di tutti i tempi. Lei è Bruna Giri, nata a Roma il 14 febbraio del 1950, iscritta all’Albo dei pf dall’8 luglio del 1996 e poi cancellata dietro sua richiesta. Il caso emerge quando Ubi Fiduciaria Spa riferisce, secondo quanto riporta la delibera numero 18077 della Consob, “di essere stata contattata da alcune persone che asserivano di aver compiuto operazioni di investimento tramite la signora e, a sostegno delle proprie affermazioni, inviavano copia di documentazione da cui risultava la sottoscrizione di certificati di deposito/obbligazioni Mcl – Solofid Spa per 150.000 euro, la sottoscrizione di operazioni pronto contro termine, tra settembre 2009 e giugno 2010, per un importo complessivo pari a 484.000 euro e di un certificato di deposito/ obbligazioni Mcl – Solofid Spa, in data 30 settembre 2008, per un importo pari a 50.000 euro”. Il punto è che Ubi Fiduciaria Spa non ha mai “intrattenuto rapporti con la signora Giri, né le persone indicate risultavano essere o essere state clienti della medesima società fiduciaria”. Ma è solo, come si dice, la punta dell’iceberg. Alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata arrivano domande e reclami. Come ha riportato a suo tempo il sito web BLUERATING, quest’ultimo istituto “ha dichiarato di aver ricevuto diverse richieste di chiarimenti, pervenute alla filiale di Roma, in merito a presunti investimenti posti in essere tramite Bruna Giri con una società chiamata Sgia – Mediocredito Lombardo da parte di soggetti poi risultati non essere clienti della banca”. In realtà, si leggeva sul Messaggero.it il 3 agosto dell’anno passato, è stata la stessa Giri a inventare Sgia Spa, “una società di gestione di investimenti alternativi che in realtà non esiste, così come non esistono i moduli intestati al Mediocredito Lombardo che dal 2000 non è più in attività”. Alla luce di quanto è venuto a galla, a gennaio 2012 la Consob ha riscritto d’ufficio Bruna Giri nell’Albo dei pf per poi radiarla immediatamente.

David Cappellini
Ha passato il segno: espulso

Il 47enne David Cappellini è nato e risiede in provincia di Pisa. Era iscritto all’Albo dall’8 aprile del 2002. Il 18 maggio del 2010, Banca Mediolanum gli ha revocato il mandato di pf “a seguito dell’emergere di gravi irregolarità poste in essere nello svolgimento dell’attività di offerta fuori sede”. Il 26 gennaio di quest’anno si è espressa anche la Consob. Radiandolo. Perché? La vigilanza lo spiega nella delibera 18088. Al termine dell’istruttoria, l’ufficio sanzioni amministrative ha ritenuto accertate condotte come “l’acquisizione della disponibilità di somme di pertinenza dei clienti”, “il perfezionamento di operazioni non autorizzate”, “l’utilizzazione dei codici di accesso telematico ai rapporti di pertinenza dei clienti”, “la comunicazione e la trasmissione di informazioni e rendicontazioni non rispondenti al vero”, “la consegna ai clienti di rendicontazioni non veritiere” e “la ricezione di finanziamenti”. L’ufficio ha quindi proposto la radiazione, anche considerando la gravità della violazione e l’eventuale recidiva, oltre che “la pluralità degli illeciti accertati” e “le modalità fraudolente con cui le condotte sono state poste in essere”, che “costituiscono circostanze particolarmente aggravanti e tali da compromettere radicalmente l’affidabilità del promotore”. La Consob ha condiviso la proposta di radiazione e alla fine l’ha deliberata.

CRISTINA FABBRI
Rendiconti non corrispondenti al vero

Attraverso note del 16 luglio, dell’11 ottobre e del 23 dicembre del 2010, Allianz Bank Financial Advisors Spa ha segnalato alcune irregolarità che un suo promotore finanziario avrebbe commesso nello svolgimento dell’attività di offerta fuori sede. Il pf in questione è Cristina Fabbri, nata a Ferrara il 19 giugno del 1965 e iscritta all’Albo nazionale dal 6 novembre del 1995. Secondo Allianz Bank Financial Advisors, la Fabbri “avrebbe rappresentato in modo fuorviante ad alcuni suoi clienti la situazione patrimoniale degli investimenti da questi posti in essere”. La Consob ha aperto dunque l’istruttoria e alla fine ha concluso che, “relativamente alla qualificazione dei fatti, l’esame della documentazione complessivamente acquisita agli atti consente di ritenere accertate le condotte oggetto di contestazione”, limitatamente ad alcuni clienti. Quali condotte? In poche parole, stando a quanto emerge dalla delibera numero 18064, la professionista ha consegnato rendiconti da cui emerge una “difformità tra il controvalore degli investimenti così come rappresentato dal promotore e il controvalore effettivo degli stessi”. Insomma, “rendiconti non corrispondenti al vero”. Per lei sospensione sanzionatoria, per un periodo di quattro mesi, dall’Albo unico dei promotori finanziari.

VINCENZO RECCARDO
Sospeso in via cautelare per sessanta giorni. Nell’aprile del 2010 ricevette un richiamo scritto

Con questo caso si arriva fino in Sicilia. È siciliano, infatti, Vincenzo Reccardo, nato a Partanna, in provincia di Trapani, il 21 agosto del 1957 e residente nel trapanese. Siciliani anche i suoi clienti, cui la delibera numero 18072 della Consob fa riferimento. Con un atto datato 19 gennaio 2012 e pubblicato sul sito della Commissione, Reccardo è stato sospeso in via cautelare dall’esercizio dell’attività di promotore finanziario per un periodo di sessanta giorni. Reccardo si è iscritto all’Albo nel 2001: la delibera della Consob è del 10 luglio, e lui aveva 44 anni. Ma la carriera è turbolenta, almeno a giudicare dal provvedimento assunto dall’autorità di vigilanza il 6 aprile del 2010 (delibera numero 17264), con la quale “è stata applicata nei confronti del promotore finanziario Vincenzo Reccardo la sanzione del richiamo scritto”. A segnalare i comportamenti irregolari – posti in essere nei confronti della clientela nello svolgimento dell’attività di offerta fuori sede – che ne hanno determinato poi la sospensione cautelare sono state due banche, entrambe citate nella delibera della Consob: Finecobank Banca Fineco Spa e Banca Mediolanum Spa. Il promotore avrebbe tenuto le seguenti condotte: “acquisizione, anche mediante distrazione, della disponibilità di somme o di valori di pertinenza dei clienti”, “utilizzo dei codici di accesso telematico ai rapporti di pertinenza della clientela”, “perfezionamento di operazioni non autorizzate dai clienti” e “accettazione dai clienti di mezzi di pagamento con caratteristiche difformi da quelle prescritte dalla vigente normativa”. La Consob lo ha sospeso in via cautelare. In attesa di fare piena luce.

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