Il patrimonio raggiunge l’Apogeo

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Parla l’a.d. Messa: cerchiamo banker con un forte spirito imprenditoriale…

di Redazione30 marzo 2012 | 08:47

 All’interno del gruppo Azimut, Apogeo Consulting è certamente una realtà dinamica che si è rivelata in grado di ritagliarsi una sua nicchia di mercato ma che ha intenzione di crescere ancora. Lo conferma a BLUERATING Aldo Messa, amministratore delegato di Apogeo Consulting, nel corso di una chiacchierata per fare il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive della sim e del risparmio gestito in Italia.
Quali risultati ha raggiunto finora Apogeo Consulting? E quali sono gli obiettivi?
Apogeo è una struttura giovane, nata nel settembre del 2008. Un periodo non fortunatissimo, visto quanto è successo poco dopo, e che tuttavia non ci ha fatto modificare il progetto di dare vita a una rete che non intende arrivare a impiegare migliaia di promotori finanziari – anche perché i giochi delle grandi reti per il mercato di massa sono sostanzialmente già chiusi – ma che vuole crescere nel tempo e costituire una boutique finanziaria, specializzata nella consulenza patrimoniale a tutto tondo, in cui professionisti con esperienza e patrimoni adeguati possano capitalizzare gli anni di lavoro pregresso venendo premiati non solo in termini monetari ma anche con la partecipazione diretta a quella che è la vita societaria.
Come si raggiunge un simile obiettivo?
Tutti i nostri 105 private banker, che contiamo di far salire a 400 unità a regime entro i prossimi tre anni circa, si vedono assegnato al loro ingresso in società un certo numero di azioni speciali, il cui valore è determinato in base alla crescita degli asset under management di Apogeo Consulting. In questo modo, ciascun private banker diventa un imprenditore. E si crea una forte partecipazione di tutti al destino aziendale, coniugando così motivazioni più direttamente economiche a stimoli legati alla crescita dell’impresa.
Perché la scelta di creare una struttura di nicchia?
Perché crediamo che non ci siano più rilevanti spazi per le grandi strutture in Italia, mentre ancora ce ne sono per quelle di piccola e media dimensione che siano in grado di trovare una loro forte caratterizzazione. Nel caso nostro, cerchiamo di essere molto selettivi quando reclutiamo nuovi professionisti, cui offriamo la possibilità di lavorare all’interno di una struttura piramidale con pochissimi livelli. Abbiamo tre area manager, uno per il nord est, uno per il nord ovest e uno per il centro sud Italia, e una serie di divisional manager distribuiti sul territorio nazionale. Una struttura, peraltro, fortemente concentrata sui prodotti e sui servizi di risparmio gestito, che rispetto al totale dei nostri asset under manager pesano per il 91%.
Altri obiettivi?
Ora che abbiamo – da pochi giorni – superato il miliardo di euro di asset under management, vogliamo arrivare ai 4 miliardi, di cui il gestito dovrà continuare a rappresentare la parte preponderante. Per riuscirci, intendiamo anche rafforzarci su territori in cui siamo meno presenti, così partendo dalla nostra attuale presenza in Lombardia, nel Triveneto, in Emilia Romagna e a Roma, intendiamo estenderci anche in Piemonte, in Liguria, in Toscana, nelle Marche e in Campania, oltre a rafforzarci ulteriormente nelle zone in cui siamo già presenti. Puntiamo poi a essere una rete molto efficiente e le classifiche per ora ci danno ragione: lo scorso anno, siamo stati tra le primissime reti in Italia per raccolta pro capite – tanto più se si guarda solo ai prodotti e ai servizi di risparmio gestito – e anche quest’anno a gennaio siamo quarti a livello di risparmio gestito. In più, a livello economico abbiamo raggiunto il break even già nel 2010, mantenendoci in territorio positivo nel 2011. Contiamo di proseguire anche nel prossimo futuro.
Su quali prodotti o servizi state puntando?
In verità, Apogeo Consulting non è solita fare campagne di prodotto se non estemporaneamente, come è capitato negli ultimi mesi, quando l’allargamento dello spread sui titoli di Stato italiani ci è parso ingiustificato e ci ha portato a impegnarci nella campagna a favore di un maggiore investimento in titoli di Stato italiani. Al momento, poi, troviamo molto interessante il fondo Az Fund Renminbi Opportunities. Più in generale, possiamo contare su una piattaforma aperta, distribuendo per il 70% circa fondi “della casa” e per il 30% i prodotti offerti dalle maggiori case d’investimento mondiali. Possiamo altresì contare sulle numerose competenze specifiche di cui è ricco il gruppo di cui facciamo parte, che ci permette di soddisfare tutte le esigenze dei nostri clienti attraverso i diversi stili di gestione che sono la caratteristica di Azimut.
A che tipo di clientela guardate?
Facciamo tipicamente riferimento a investitori classificabili come “affluent” o “upper-affluent”, anche se a volte occorre intendersi su questi termini visto che anche molti concorrenti che seguono maggiormente il mercato di massa dicono di puntare a questa clientela. Ad ogni modo siamo molto soddisfatti dei clienti dei nostri private banker, che speriamo di convincere a portare presso di noi ulteriori quote del proprio patrimonio (solitamente diviso tra più intermediari). Oltre a cercare clienti con patrimoni di maggiori dimensioni, ci dedichiamo a coltivare anche la relazione con i nostri clienti e far crescere nel tempo il patrimonio che ci hanno affidato.

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