Consulenti e reti, la mazzata delle regole Esma

A
A
A

La European Securities and Markets Authority ha pubblicato le linee guida che definiscono meglio gli obblighi di chi produce e distribuisce strumenti finanziari, in base alle norme della direttiva europea che entrerà in vigore il 3 gennaio 2018. Ci sarà l’obbligo di definire a priori quali sono i potenziali clienti, la loro tolleranza al rischio, i loro obiettivi e fabbisogni.

Andrea Telara di Andrea Telara5 giugno 2017 | 08:30

Un documento di 55 pagine con una lunga sfilza di prescrizioni per chi “fabbrica” i prodotti finanziari (per esempio le case di gestione dei fondi) e per chi li distribuisce (per esempio le reti di consulenti finanziari). Sono le linee guida che l’Esma (European Securities and Markets Authority), l’autorità europea che vigila sui mercati finanziari, ha preparato riguardo alla product governace (la governance di prodotto) uno dei pilastri della Mifid 2, la direttiva europea che regola la vendita di prodotti di investimento e che entrerà in vigore il 3 gennaio 2018. Il documento dell’Esma, che è stato pubblicato nel sito web dell’authority il 2 giugno scorso ed è disponibile in fondo a questa pagina nella sua versione integrale, definisce dunque gli obblighi delle società di investimento (banche, intermediari, case di gestione, reti di consulenti finanziari) quando metteranno sul mercato un determinato prodotto.

TARGET MARKET E DISTRIBUTION CHANNEL- La governance di prodotto prevista in linea generale dalla Mifid 2 (e specificata nei dettagli dalle ultime linee guida dell’Esma) impone innanzitutto di definire a priori due aspetti: il mercato di riferimento (target market) e i canali distributivi (distribution channels). Riguardo al target market, per esempio, produttori e distribitori di strumenti finnziari dovranno specificare se si tratta di prodotti destinati agli investitori privati (retail) a clienti professionali (professional clients) oppure a quelle che vengono definite controparti qualificate (eligible counterparties). Poi dovranno essere definiti il grado di conoscenza dei mercati finanziari che deve possedere un cliente che acquista un determinato prodotto d’investimento, oltre al suo livello di tolleranza nel subire perdite sul capitale. Inoltre, tra gli aspetti che produttori e distributori devono definire, ci sono anche gli obiettivi che il cliente si è posto e i fabbisogni che vuole soddisfare acquistando il prodotto (per esempio la crescita del capitale in un determinato periodo di tempo o l’incasso di una rendita). Infine, riguardo alle strategie distributive, produttori e venditori di strumenti finanziari devono stabilire se determinati prodotti possono essere venduti o meno con la modalità advise-only, cioè esclusivamente dopo aver fornito un’adeguata attività di consulenza (in alternativa alla modalità execution only, in cui il cliente opera in autonomia).

ESEMPI CONCRETI – Il documento dell’Esma si compone sostanzialmente di due parti. Nella prima, vengono ricordati i principi-base della governance di prodotto (introdotti dalla Mifid 2) mentre nella seconda sono specificati più nel dettaglio gli obblighi dei produttori di strumenti finanziari come le case di gestione (pagg. 30-35) e gli obblighi dei distributori come gli sportelli bancari o le reti di consulenti finanziari (pagg. 36-42). Molto importante anche l’ultima parte del documento (pagg. 50-55) che contiene alcuni esempi concreti di come si articolerà la product governance. Tra i casi presi in esame c’è quello di un prodotto strutturato con scadenza a 6 anni i cui rendimenti sono legati a un indice azionario. Tale strumento finanziario potrà essere venduto (ai sensi della Mifid 2) a tutte e tre le tipologie di clienti (retail, professional clients ed eligible counterparts). Nel caso del segmento retail, però, il cliente dovrà avere come obiettivo dichiarato la crescita del capitale nel medio-lungo termine, dovrà dimostrare di conoscere bene il funzionamento del prodotto e manifestare la disponibilità a tollerare perdite sul capitale fino al 100%. Infine, per quel che concerne la strategie distributive, tale prodotto potrà esser venduto soltanto assieme a un’adeguata attività di consulenza. Altrimenti, il distributore del prodotto stesso dovrà rispondere delle proprie violazioni. Le linee guide dell’Esma, tra l’altro, stabiliscono che chi vende gli strumenti finanziari (per esempio un financial advisor) potrà avere un atteggiamento ancor più prudente rispetto ai chi ha creato lo stesso prodotto finanziario (per esempio la banca o la società di gestione) evitando di piazzarlo nel portafoglio di un cliente con un profilo inadeguato. I consulenti finanziari di tutta Italia, dunque, sono avvisati.

REGOLE ESMA: COSA CAMBIA PER LA VENDITA DEI FONDI, UN ESEMPIO CONCRETO

CLICCA QUI O SUL RIQUADRO A FONDO PAGINA PER LEGGERE IL DOCUMENTO ESMA IN VERSIONE INTEGRALE

CLICCA QUI PER LEGGERE UN COMMENTO SUL DOCUMENTO ESMA DI MARIO AMBROSI, PRESIDENTE DI EFPA ITALIA

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn550Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Nafop all’Esma: valutazione di adeguatezza sì, ma sul portafoglio

Securities markets: chiamata congiunta da Consob, Esma e Bocconi

Valutazione dell’adeguatezza, Ascosim risponde a Esma

Consulenti, con Mifid 2 cambiano i requisiti di adeguatezza

Market abuse, i chiarimenti dell’Esma sui doveri dei consulenti

Definire il rischio è un po’ rischioso

Consulenti: l’Esma rivede i requisiti di adeguatezza

Esma, come certificare conoscenze e competenze dei consulenti finanziari

Esma e Mifid 2, guarda il videoconfronto tra consulenti e commercialisti

Regole Esma e Mifid 2, come vendere un fondo extra-europeo

Esma e Mifid 2, gli obblighi dei cf nel costruire i portafogli

Esma e Mifid 2, i doveri delle reti e dei consulenti

Vendere certificati e prodotti strutturati: cosa cambia per i cf con le regole Esma (e con la Mifid 2)

Regole Esma, la classificazione della clientela è il tallone d’Achille

Consigliare l’acquisto di un’azione: cosa cambia per i cf con le regole Esma (e con la Mifid 2)

Bufi (Anasf): “Esma, buon compromesso”

Vendere un fondo: ecco cosa cambia con le regole Esma

Ambrosi (Efpa Italia): “Ecco i punti cruciali del documento Esma”

Focus necessario sui requisiti

Diligenza sui prodotti? Non tocca solo al consulente

Vegas (Consob): “Prospetto inefficace, necessario il Kid per informare l’investitore”

Falsi fondi attivi, è ora di fare i nomi

Aberdeen taglia le commissioni sul fondo dei mercati emergenti

Promotori, Nafop dice la sua sulla direttiva Esma

Esma, Anasf ribadisce: no alla ”clausola di salvaguardia”

Promotori sotto la lente dell’Ue

Tutela del risparmio, Scolari è nel comitato consultivo dell’Esma

Fondi, Afge chiama a raccolta gli intermediari finanziari per parlare di orientamenti Esma

Vendite allo scoperto, l’Esma avvia una consultazione pubblica

Fondi, è online la traduzione ufficiale degli orientamenti Esma

L’Esma detta nuove linee guida sugli etf

Etf, Esma avvia una consultazione pubblica per la regolamentazione

Ti può anche interessare

Credit Suisse quota obbligazioni in dollari sul Mot

I titoli hanno una durata di dieci anni e pagano, per i primi 24 mesi, una cedola annua lorda pari ...

Consulenti finanziari, training class: mettetevi alla prova con le assicurazioni

La risposta esatta alla domanda pubblicata ieri, a proposito del mercato valutario, era quella contr ...

La Consob sanziona un sito web abusivo

Provvedimento dell'authority ai danni di un indirizzo internet che proponeva servizi di investimento ...