Doppio Albo: Consob e Bankitalia a breve diranno la loro sui servizi accessori

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Le due autorità, sotto la supervisione del ministero dell’Economia, si pronunceranno in due settimane, un mese al massimo

Maria Paulucci di Maria Paulucci31 ottobre 2012 | 08:57

TEMPI “RAPIDISSIMI”Consob e Banca d’Italia, sotto la supervisione del ministero dell’Economia, si pronunceranno in tempi “rapidissimi” – tradotto: due settimane, un mese al massimo – sulla definizione di “accessorietà delle attività di promozione e collocamento dei contratti finanziari rispetto a operazioni relative a strumenti di finanza”. Lo riferiscono a BLUERATING fonti vicine alle due autorità. Non è un dettaglio né un vezzo: l’accessorietà, una volta definita, traccerà un confine – si spera chiaro, una volta per tutte – tra l’obbligo per i promotori finanziari di iscriversi anche all’elenco degli agenti in attività finanziaria tenuto dall’Oam e la possibilità di continuare a lavorare senza dover spendere tempo e denaro per inserirsi pure in questo registro.

Giuseppe Vegas, presidente della Consob

LA DEFINIZIONE DI “ACCESSORIO” – Le due autorità – Consob e Bankitalia, appunto – devono per forza pronunciarsi a stretto giro, considerando che allo stato attuale il regime transitorio – di chi, cioè, può esercitare ancora l’attività di promozione finanziaria senza essere iscritto all’Oam – scade il 31 dicembre. Ora, si sa che in caso di servizi “accessori” rispetto a “operazioni relative a strumenti finanziari” è richiesta la sola iscrizione all’Albo dei promotori finanziari. Ma cosa si intende per “accessori”? Proprio su questa definizione le due autorità sono al lavoro in questi giorni. La questione – tutt’altro che marginale – è stata già dibattuta presso le sedi istituzionali, con un’interrogazione parlamentare di quattro senatori della commissione Finanze di Palazzo Madama e la risposta del sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani (vai qui per la notizia).

Vieri Ceriani, sottosegretario all’Economia

LA VALUTAZIONE DI CONSOB E BANKITALIA – Con il suo intervento del 24 ottobre, Via XX Settembre ha rimesso la valutazione di merito, appunto, a Consob e Bankitalia. Ciascuna autorità dovrà fare le sue riflessioni sulla base delle rispettive competenze. Come si sa, la Consob è l’autorità che ha tenuto l’Albo unico dei promotori finanziari fino al 2009, quando ha passato i compiti di aggiornamento e gestione allo specifico Organismo, l’Apf. La Banca d’Italia, invece, si è fatta carico della gestione degli elenchi degli agenti e dei mediatori creditizi dal 2008, dopo aver inglobato l’Ufficio italiano dei cambi, fino al 2011, quando è iniziato il trasferimento dei compiti all’Organismo degli agenti e dei mediatori.

LA MOSSA DELLA BANCA D’ITALIA – Finora le ricostruzioni proposte dai diretti interessati – che BLUERATING ha sentito – condividono premessa e conclusione: se tutti – operatori, associazioni dei consumatori, autorità, Parlamento – erano contrari a inserire nel secondo correttivo al decreto legislativo 141/2010 l’obbligo di iscrizione all’elenco degli agenti in attività finanziaria per quei promotori finanziari che collocano finanziamenti e servizi di pagamento non collegati ad attività di investimento, perché all’ultimo momento il testo ha subito un’integrazione in questo senso?

Ignazio Visco, presidente della Banca d’Italia

L’INDICAZIONE DEL MINISTERO – La risposta pare sia da cercare dalle parti di Banca d’Italia. E questo sembra trovare conferma nelle parole del sottosegretario Ceriani, che la scorsa settimana in commissione Finanze al Senato ha detto, citando l’autorità: a seguito dei confronti intercorsi con la Banca d’Italia durante l’iter di predisposizione dello schema di decreto, al fine di garantire il rispetto dell’obbligo di monomandato sancito per gli agenti finanziari anche a tutela dei consumatori, si è ritenuto opportuno precisare che l’esclusione opera se “i finanziamenti o i servizi di pagamento sono volti a consentire agli investitori di effettuare operazioni relative a strumenti finanziari” (vai qui per leggere l’intervento del sottosegretario).

IL TERZO ALBO – La categoria, come si può immaginare, è confusa e parecchio indignata. Così si scoraggiano i giovani che vorrebbero fare i promotori finanziari, ci scrivono molti lettori. Che ricordano come l’Albo dei promotori finanziari non sia l’unico a cui devono essere iscritti i professionisti. C’è anche il Rui, il Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi sorvegliato dall’Isvap che presto sarà rimpiazzato dall’Ivass (vai qui per la notizia). Un turbine di cambiamenti in corso, che stressa una categoria già di per sé – dato il momento storico – alquanto stressata.

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