Scm sim porta la finanza a teatro

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All’inizio dell’anno prossimo il gruppo lancerà un suo roadshow. Parla l’a.d. Antonello Sanna.

di Redazione31 ottobre 2012 | 15:13

Scm – acronimo di Solutions capital management – è una sim di consulenza fee only fondata a Milano nel marzo 2009 con l’obiettivo di gestire il patrimonio di clienti con portafogli importanti secondo la logica del family office. Nei primi nove mesi del 2012, la società – che vede in Giorgio Arfaras e Antonello Sanna rispettivamente il presidente e l’amministratore delegato – ha raccolto circa 154 milioni di euro grazie a una squadra composta oggi da dodici consulenti, che dovrebbe crescere di un paio di unità entro la fine dell’anno. Intanto è allo studio un insolito roadshow pensato per semplificare e rendere più leggera la lettura del mondo della finanza agli occhi dei clienti, attuali e potenziali. Con l’aiuto di due personaggi d’eccezione: Giuseppe Cruciani e David Parenzo, conduttori del programma radiofonico “La Zanzara”, trasmesso da Radio24. soldi&bluerating ha intervistato l’a.d. di Scm sim, Antonello Sanna.

Come sono andati i primi nove mesi del 2012?
Da gennaio a settembre abbiamo raccolto 154 milioni di euro, quindi direi che stiamo andando piuttosto bene. Noi cerchiamo per quanto possibile di fare attività di family office, quindi di occuparci del patrimonio dei clienti in senso complessivo, tenendo conto di tutte le attività che concorrono alla sua formazione, per cui attività mobiliari, immobiliari, crediti, debiti e ogni altra attività relativa alla sfera del cliente. Questo ci agevola dal punto di vista della raccolta, perché ci siamo progressivamente allargati arrivando a coprire masse un po’ più consistenti rispetto alla media del settore della consulenza: la massa media per cliente – soprattutto privati, più qualche impresa e qualche ente pubblico – è di circa 1,3 milioni di euro.

Come si articola il vostro modello di consulenza?
I valori portanti del nostro modo di lavorare sono trasparenza, riservatezza, controllo del rischio e simmetria informativa. Allo scopo di eliminare i conflitti di interesse, applichiamo ai clienti una flat fee per prestazione, che non è legata né al profilo di rischio del cliente stesso né alle asset class sottostanti al suo portafoglio, e questa è l’unica fonte di ricavo della società. Scm non percepisce infatti alcuna forma di compenso da operatori. Inoltre non poniamo limiti in termini di asset class: utilizziamo sia azioni, sia obbligazioni, l’unico limite è che non usiamo derivati.

Da quanti consulenti è composta oggi la squadra di Scm?
La nostra squadra è composta da 12 consulenti, abbiamo 822 milioni di euro sotto consulenza, che equivale a una media alta per ogni promotore: del resto avere piccoli portafogli non avrebbe molto senso per noi, dal momento che il cliente che si rivolge a noi ha un portafoglio che va da un minimo di 200/300mila euro in su.

Avete intenzione di reclutare altri professionisti?
Sì, stiamo facendo reclutamento, ma con il ritmo di un’azienda che ha 12 pf: ne prendiamo più o meno uno ogni due tre/mesi, anche perché l’affiancamento è lento. Comunque non abbiamo urgenza di crescere rapidamente, avendo già raggiunto il breakeven. Al momento abbiamo parecchie trattative aperte, penso che entro fine anno prenderemo uno, forse anche due nuovi professionisti. Nello specifico, puntiamo o su giovani molto promettenti o su profesisonisti con un’esperienza consolidata. Attualmente poi stiamo guardando soprattutto al settore bancario: nel mondo della promozione finanziaria i professionisti sono abituati a lavorare facendo collocamento di prodotti, attività che noi non facciamo, per cui spesso non si ritrovano nel nostro modello.

 Veniamo al roadshow. Di cosa si tratta?
L’idea è un po’ audace, nel senso che stiamo ragionando con i signori della Zanzara – Giuseppe Cruciani e David Parenzo – per fare una cosa piuttosto aggressiva sul risparmio. L’obiettivo è quello di smascherare la complessità della finanza per renderla più semplice agli occhi del pubblico. Si tratterà nello specifico di un evento in teatro, il format prevede il coinvolgimento del pubblico, con casi concreti riletti e spiegati da esperti ed economisti. Probabilmente partiremo a Milano in febbraio, poi se funziona porteremo il format in una decina di piazze in Italia. L’evento sarà aperto a tutti, naturalmente ai nostri clienti saranno riservate le prime file.

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