Studio Gfk: cosa vogliono i cf

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In una ricerca viene analizzato il sentiment dei professionisti verso la Mifid 2 e la rivoluzione digitale in atto

Daniel Settembre di Daniel Settembre12 giugno 2017 | 09:05

All’orizzonte dell’evoluzione dell’industria della consulenza finanziaria non c’è solo un quadro normativo in mutazione con la prossima introduzione della Mifid 2, ma una rivoluzione digitale che promette di stravolgere i principi cardine della professione. Entrambi possono (e devono) essere un’opportunità da non perdere: è questa la tesi di fondo dell’ultimo studio condotto da GfK “Come sta cambiando la professione del consulente finanziario” e presentato all’ITForum 2017 dal business director Nicola Ronchetti.
PASSAGGIO DI QUALITÀ – Dal report è emerso che il consulente è sempre più maturo, esigente nei confronti della mandante, che necessita di un “digitale amico” che sostituisca i vecchi processi, liberandolo da adempimenti burocratici. “Solo i migliori consulenti potranno fare un passo di qualità affrontando con serenità il tema della Mifid 2, mentre i meno capaci saranno spazzati via da quella novità che è già in atto chiamata robo advisory”, ha dichiarato lo stesso Ronchetti. A fronte di questi cambiamenti, inoltre, “le banche tradizionali stanno reagendo, dopo le stagioni delle fusioni e degli aumenti di capitale, dando un segnale di discontinuità con l’aumento della soddisfazione dei loro clienti. Non bisogna poi dimenticare che il consulente finanziario ha ancora un vantaggio, come la capacità di ascolto, la reperibilità, la capacità di offrire consulenza personalizzata, ma non deve dormire sugli allori. Insomma, c’è ancora grande spazio per servizi di qualità da parte dei clienti, che sono molto interessati alla consulenza finanziaria classica (in crescita rispetto a robo advisor ed indipendente) ma stentano a trovare un interlocutore”.

RELAZIONE UMANA SEMPRE VINCENTE – Sulla stessa linea sembra essere Maurizio Bufi, presidente dell’Anasf, che sottolinea l’importanza della relazione umana nella consulenza: “Si stanno affermando anche negli Usa dei modelli ibridi nei quali non c’è una vera e propria sostituzione dell’algoritmo a discapito della componente umana. Per noi sono due facce della stessa medaglia”. Gli fa eco Joe Capobianco, direttore generale di Ocf (l’organismo che gestisce l’Albo dei conulenti finanziari): “I robo advisor rendono sicuramente più democratico l’intero mercato, ma bisogna saperli usare con intelligenza e soprattutto essere in grado di fare le giuste domande. Non a caso la normativa e le linee guida Esma si focalizzano su come il professionista si relazione con il cliente, che è un punto centrale della professione”.

PIATTAFORMA BLUEADVISOR – Nessuna minaccia, quindi, per chi saprà essere in grado di accogliere la rivoluzione digitale come un’opportunità a supporto del proprio business. A certificare l’importanza dell’impatto che la tecnologia avrà sul consulente finanziario anche Denis Masetti, presidente di Bfc-Blue Financial Communication che ha presentato l’innovativa soluzione Fintech a supporto del lavoro di ogni consulente finanziario. Si tratta di BlueAdvisor, una piattaforma digital al 100% accessibile anche da mobile, che in vista della Mifid 2 – e dei problemi legati a costi amministrativi, reporting, contrattuali e legali che con essa si verranno a creare – ha l’obiettivo di offrire supporto al consulente per gestire la clientela in modo semplice, economico, completo e costantemente aggiornato, con un costo accessibile, che consente di risparmiare tempo e di aumentare la produttività e che garantisce sicurezza informatica.


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