Mifid 2, la rivoluzione prossima ventura

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L’opinione degli addetti ai lavori sulla nuova direttiva europea che regola i prodotti e i servizi finanziari.

Daniel Settembre di Daniel Settembre12 giugno 2017 | 09:22

Al netto delle varie tappe di avvicinamento, la Mifid 2 che introdurrà importanti modifiche nel mercato finanziario europeo, farà il suo debutto operativo in Italia dal 3 gennaio 2018. Nel comunicato che è seguito al via libera del Consiglio dei ministri al decreto legislativo di attuazione della Mifid 2 (direttiva 2014/65/Ue) e di adeguamento della normativa nazionale alla Mifir (regolamento Ue 600/2014) si legge che l’obiettivo è “lo sviluppo di un mercato unico dei servizi finanziari in Europa, nel quale siano assicurate la trasparenza e la protezione degli investitori, in modo che i risparmiatori e le imprese di investimento possano operare a livello transfrontaliero (“passaporto unico”) con maggiore semplicità e a condizioni identiche in tutti gli stati dell’Unione”.
I principali soggetti interessati dalle nuove disposizioni sono le Sim, le banche che prestano servizi di investimento, le Sgr che prestano servizi di investimento, i gestori di mercati regolamentati e gli operatori nel settore energy e commodity player. Tanto basta per capire la centralità di una normativa che promette una rivoluzione nel settore della consulenza finanziaria anche nel nostro Paese.
INVESTITORI PIÙ PROTETTI – Per conoscere meglio le conseguenze e per approfondire la tematica in occasione dell’ITForum 2017, l’evento annuale dedicato agli investimenti e al trading online che si è tenuto il mese scorso a Rimini, ha avuto luogo una tavola rotonda moderata dal coordinatore e giornalista di BLUERATING Marco Muffato e a cui hanno presto parte i principali protagonisti del cambiamento in atto, che hanno dato una loro specifica opinione in merito. A cominciare dal presidente di Anasf, Maurizio Bufi, secondo il quale la Mifid, prima di tutto, “non fa altro che recuperare quei presidi che erano già propri della Mifid, elevando il livello di protezione per gli investitori. Viene poi introdotta una più chiara definizione delle prestazioni della consulenza sia indipendente che dipendente. E infine, ma non meno importante, è presente una decisa accelerazione verso la trasparenza dei costi. Si tratta di una cornice normativa che è un compromesso tra l’impostazione anglosassone e quella europea, compresa quindi quella italiana. Non è però esente da criticità tipiche di una un’industria matura che impone livelli di produttività maggiore e che tende a diminuire i margini”.

GIUDIZI POSITIVI – Un giudizio complessivamente positivo lo esprime anche Massimo Scolari, presidente di Ascosim, l’associazione delle società di consulenza finanziaria, secondo cui “la possibilità e la libertà di scelta tra i diversi servizi di consulenza finanziaria è alla base e allo stesso tempo un passaggio chiave della Mifid 2, che eleva tutta quella sfera degli indipendenti e rappresenta indubbiamente un fattore di competizione positivo”. Joe Capobianco, direttore generale di Ocf, l’organismo di tenuta e vigilanza dell’albo unico dei consulenti finanziari, ricorda come la Mifid traduca gli orientamenti Esma sulla valutazione delle conoscenze e competenze degli addetti alla consulenza o a fornire informazioni su strumenti finanziari. E quindi “la normativa si interessa soprattutto a come relazionarsi con il cliente che è una pratica centrale nel ruolo del consulente finanziario. L’Esma mira a promuovere una maggiore convergenza nelle conoscenze e competenze del personale addetto alla prestazione di consulenza in materia di investimenti o alla fornitura ai clienti di informazioni riguardanti strumenti finanziari, depositi strutturati, servizi di investimento o servizi accessori e invita le autorità competenti a valutare la conformità con tali requisiti”. Toccato in chiusura di convegno anche il tema della certificazione che secondo Mario Ambrosi, neopresidente di Efpa Italia, “permette di dichiarare le proprie competenze a norma della Mifid 2. E si tratta di una certificazione qualificata anche perché il nostro è un ente totalmente indipendente”. Certificazione e quadro normativo sono stati anche fulcro dell’intervento dell’editore di Blue Financial Communication, Denis Masetti, secondo cui “la certificazione, è fondamentale e allo stesso tempo si deve cercare di supportare i giovani che si vogliono avvicinare a una professione che fa della relazione umana con il cliente la sua caratteristica principale”.

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