Banca Leonardo, nel mirino ci sono il Veneto e la Liguria

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Parla Massimo Perazzo, responsabile dell’area coordinamento e sviluppo rete di Banca Leonardo.

di Diana Bin28 marzo 2013 | 15:17

Il gruppo Banca Leonardo è una banca d’affari privata e indipendente nata nel 1999 e guidata oggi da un gruppo di manager che detengono una quota significativa del capitale. Le aree di attività spaziano dall’investment banking al wealth management fino ad altre attività collegate ai mercati finanziari. Rilevata nell’aprile del 2006 da un gruppo di investitori capitanati dall’attuale presidente Gerardo Braggiotti, nei tre anni successivi Banca Leonardo ha portato a termine diverse acquisizioni. Sul fronte della consulenza finanziaria, i private banker della società operano, oltre che dalla sede centrale di Milano, dalle filiali di Roma, Torino, Lecco e Firenze, proponendosi come consulenti a tutto campo, coadiuvati da professionisti di settore. Soldi&bluerating ha scambiato due chiacchiere con Massimo Perazzo, responsabile dell’area coordinamento e sviluppo rete di Banca Leonardo.

Perazzo, quali sono i servizi che Banca Leonardo offre nell’ambito della consulenza finanziaria?
Noi abbiamo un servizio di consulenza finanziaria, avviato già nel corso del 2008, che si basa su un dipartimento che produce settimanalmente una lista di raccomandazioni abbastanza vasta, aggiornata quotidianamente. Si tratta di un servizio centrale di consulenza composto da cinque persone, che opera a supporto dei private banker i quali poi a loro volta si interfacciano con il cliente finale fornendo indicazioni ed eventualmente raccogliendo ordini. Banca Leonardo ha infatti un dipartimento di gestione e un altro dipartimento di consulenza finanziaria.

A chi si rivolgono i vostri servizi?
Ci rivolgiamo principalmente a una clientela di tipo private, con un portafoglio medio intorno al milione e mezzo di euro, naturalmente con le dovute eccezioni. In ogni caso, la soglia di accesso va dai 500mila euro in su.

Da quanti banker è composto oggi il team? Quali sono i numeri?
In totale sono 85, tutti iscritti all’Albo unico dei promotori finanziari, di cui 55 dipendenti e una trentina di promotori di alto livello. Il diverso inquadramento contrattuale – da lavoro dipendente o in mandato di agenzia – dipende anche dalla storia e dalle esigenze del singolo professionista, anche se osserviamo che tendenzialmente è maggiore il numero di banker che entrano come dipendenti.

È in corso una campagna di reclutamento per ampliare il team?
Siamo sempre alla ricerca di persone che abbiano un buon portafoglio clienti: in termini numerici possiamo dire che il nostro obiettivo nel breve termine è di raggiungere un centinaio di private banker entro la fine di quest’anno. Per ora, dall’inizio del 2013 sono entrate nella squadra tre risorse: due private banker a Firenze e uno a Torino.

Si può dire dunque che la ricerca è rivolta prevalentemente a professionisti già esperti?
Sicuramente i nostri private banker devono mantenere un elevato standard di esperienza, ma negli ultimi anni abbiamo avviato anche un progetto per il reclutamento di figure più junior, che consiste nell’inserimento di giovani e neolaureati in un percorso di training interno e in una eventuale successiva loro permanenza all’interno della società.

Quante sono oggi le vostre sedi? Sono in programma future aperture?
I nostri private banker operano attualmente da Milano, Torino, Lecco, Firenze e Roma. In prospettiva le aree che ci interesserebbero sono da un lato il Veneto – e più in generale il Nord Est, una zona ricca di opportunità per chi opera in questo settore – e dall’altro Genova, dove già abbiamo a disposizione un negozio finanziario: se ne avessimo la possibilità, terremmo in considerazione queste due ipotesi entro l’anno.

Nuovi progetti in cantiere? Che cosa può anticipare?
Progetti in cantiere ce ne sono e molti. Per esempio, sul fronte tecnologico stiamo lavorando per stare al passo con le nuove modalità di comunicazione mobile.

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