Mps chiude il 2012 con una perdita di oltre tre miliardi

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Il gruppo Mps chiude il 2012 con un risultato netto a dir poco preoccupante. Anche se i Monti bond fanno sperare in una ripresa del gruppo senese che tanto ha fatto parlare di sè negli ultimi tempi.

Gianluca Baldini di Gianluca Baldini28 marzo 2013 | 17:29

PERDITE PER OLTRE TRE MILIARDIMps ha chiuso il 2012 con una perdita netta di 3,17 miliardi di euro dopo svalutazioni complessive per circa 1,6 miliardi, di cui 1,5 miliardi per avviamenti e 110 milioni su intangibili.  Questi i numeri principali di un gruppo balzato di recente agli onori della cronaca per diversi scandali (qui e qui per i dettagli)
 
IL POTERE DEI MONTI BOND – A fine 2012, si legge in una nota dell’istituto, le rettifiche nette di valore per deterioramento di crediti ammontano a 2,672 miliardi, più che raddoppiate rispetto ai 1,297 miliardi del 2011. Solo nel quarto trimestre 2012 queste rettifiche sono state pari a 1,372 miliardi. A fine 2012 il patrimonio di vigilanza del gruppo si è attestato a 12,8 miliardi, con un Core Tier 1 Ratio (comprensivo dei 1,9 miliardi di Tremonti Bond) all’8,9% (8,8% a fine 2011), un Tier 1 Ratio al 9,6% (dal 10,3% del 2011) e un Total Capital Ratio al 13,8% (dal 14,9% del 2011). Considerando la totalità dei Nuovi Strumenti Finanziari emessi a febbraio 2013, i cosiddetti Monti Bond, il Core Tier 1 sarebbe all’11,3% proforma, il Tier 1 all’11,9% proforma e il Total Capital Ratio al 16,1% proforma. 
 
PAROLA AL GRUPPO, I MOTIVI DI UNA DEBACLE – “Nel 2012 il gruppo Montepaschi ha operato in un contesto di mercato straordinariamente difficile caratterizzato da un progressivo rallentamento della crescita economica e dall’acuirsi della crisi del debito sovrano nell’area euro che ha determinato un brusco aumento degli spread creditizi e la chiusura dei mercati interbancari ed istituzionali, innescando al contempo una spirale negativa sulle quotazioni di borsa e dei titoli di stato italiani. I tassi di interesse hanno registrato una forte discesa (l’Euribor ad 1 mese è diminuito nell’anno di circa 90 bps, raggiungendo il minimo attorno agli 11 bps) e le curve per scadenza si sono notevolmente appiattite. Per le banche italiane, le condizioni di raccolta sui mercati all’ingrosso si sono confermate molto difficili per gran parte dell’anno, pertanto le operazioni di rifinanziamento a lungo termine con garanzia statale, attivate dalla Bce nel primo trimestre 2012 (LTRO), hanno significativamente contribuito a garantire la liquidità del sistema. La sfavorevole congiuntura, unitamente al permanere dell’instabilità finanziaria e ad un ridotto clima di fiducia delle imprese e delle famiglie, hanno determinato un eccezionale peggioramento della qualità del credito: a ottobre, a livello di sistema bancario, la quota dei prestiti alle imprese in temporanea difficoltà (esposizioni incagliate e ristrutturate) sul totale dei finanziamenti ha raggiunto quasi l’8%.Tale scenario ha fortemente condizionato l’attività dell’intera industria bancaria e ha avuto notevoli ripercussioni sulle dinamiche patrimoniali e reddituali del gruppo Montepaschi“.

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