L’a.d. di Banca Ipibi anticipa i temi della convention

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Lucio De Rocco, numero uno della società, ha parlato con la nostra redazione dei temi che affronterà nel corso del suo intervento di domani: grande attenzione sarà dedicata ai family office, ma anche alla comunicazione e al ricambio generazionale.

di Diana Bin31 maggio 2013 | 15:51

LA CONVENTION ANNUALE – Comunicazione dei valori d’impresa al cliente e marketing 3.0, ma anche ricambio generazionale e valore del patto di sindacato. Saranno questi, a grandi linee, i temi su cui si baserà domani l’intervento di Lucio De Rocco, amministratore delegato di Banca Ipibi Financial Advisory (parte del gruppo Veneto Banca), che parlerà nel corso della convention annuale della società in scena oggi e domani a Lazise (in provincia di Verona). 

 
TRASFERIRE VALORE AL CLIENTE – “Innanzitutto ci saranno gli interventi istituzionali: dall’a.d. del gruppo Veneto Banca, Vincenzo Consoli, a Flavio Trinca, presidente sia del gruppo sia di Banca Ipibi, e poi ci sarà un intermezzo dei nostri partner, che rappresentano sgr e sicav”, ha anticipato Lucio De Rocco a BLUERATING. Quanto ai contenuti, questi “verteranno innanzitutto su “Ipibi fase 2”, una fase evolutiva di crescita sostenibile partita a gennaio con l’apertura del family office di Milano (qui la notizia). Ma soprattutto quello che domani vorrò trasferire alla rete è che a un’impresa non basta avere un prodotto di eccellenza per vincere una sfida sul mercato: bisogna riuscire a far sì che il cliente, oltre che prodotto e servizio, sposi il modello di business della società stessa, perché oggi il cliente aspira a trovare esperienze e modelli di business che lo coinvolga nel suo ambito spirituale”. E per costruire un modello attraverso il quale trasferire i propri valori al cliente, ha continuato De Rocco, “un’impresa deve imparare prima di tutto a conoscere se stessa, a condividere il proprio modello, la propria mission, la propria visionarietà di medio lungo periodo. In quest’ottica è molto importante che tutti i partner che la compongono siano selezionati: chi viene da noi deve condividere veramente il nostro dna, perché una banca di consulenza come la nostra non è una banca per tutti”.


Una foto della convention di Banca Ipibi
 

GLI UFFICI DI PROMOTORI ASSOCIATI – Altro punto importante della conferenza di domani sarà rappresentato dagli uffici di promotori finanziari associati, su cui De Rocco intende puntare sempre di più: “gli uffici dei promotori finanziari associati sono stati una grande novità che abbiamo introdotto in Italia e hanno in qualche modo incuriosito tutto l’ambiente della distribuzione  e dell’offerta fuori sede, tanto che se ne sta parlando sempre di più: l’obiettivo sostanzialmente è quello di avere delle imprese sul territorio alle quali oggi non è possibile conferire un mandato, ma che cominciano a essere molto vicine a quei modelli anglosassoni dove dal punto di vista normativo i mandati possono effettivamente essere trasferiti a un’impresa. E noi questo lo abbiamo”. Quanto a un possibile cambiamento della normativa in questo senso anche in Italia, ha continuato l’a.d. di Banca Ipibi, “per ora non si vede all’orizzonte, ma le cose potrebbero cambiare: magari gli attori – banche sim, gruppi bancari – cominceranno a muovere interesse verso questo settore”.  E non è tutto. “Questi nuclei sul territorio consentono inoltre a promotori e consulenti di avere un mandato, con tutti i benefici connessi, e sistemi di incentivazione. E consentono di muovere leve particolari di marketing sul territorio che per noi costituiscono una risorsa molto importante”.
 
SPAZIO AI GIOVANI – E poi c’è il problema del ricambio generazionale tra consulenti e promotori finanziari: come riusire a coinvolgere i giovani? L’idea, ha sottolineato De Rocco, “è proprio che i family office curino in prima persona l’introduzione di giovani e il loro affiancamento, in modo da far crescere l’interesse di questi soggetti che oggi faticano molto a entrare nel settore. Infine, ha concluso il numero uno di Banca Ipibi, “domani dirò che bisogna assolutamente che il nostro patto di sindacato, costituito da tutti i nostri promotori soci, abbia ancora più valore e peso”.
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