Unipol, il fisco vuole dai Ligresti 25,7 milioni di euro

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Si tratta di una domanda che l’Agenzia delle Entrate ha presentato il 30 luglio e che fa riferimento ai maxi compensi pagati da FonSai ai manager durante la gestione Ligresti.

di Redazione30 agosto 2013 | 08:38

NEL MIRINO DEL FISCO – Il fisco ha chiesto 25,7 milioni a Unipol. Una domanda che, secondo vari organi di stampa, l’Agenzia delle Entrate ha presentato il 30 luglio e che fa riferimento ai maxi compensi pagati da Fondiaria Sai – che oggi appunto è sotto il controllo di Unipol – agli ex amministratori durante la gestione Ligresti. In pratica, l’Agenzia delle Entrate ha notificato dieci avvisi di accertamento in cui viene contestata la deducibilità di parte dei compensi corrisposti nel periodo 2004-2008 a Jonella Ligresti, Giulia Ligresti, Paolo Ligresti, Fausto Marchionni, Massimo Pini e Antonio Talarico.

LA CONTESTAZIONE – Sotto la lente del fisco sono finite anche le sponsorizzazioni concesse nello stesso periodo a Laità, la società che possedeva i cavalli di Jonella Ligresti. La contestazione, in entrambi i casi, riguarda la deducibilità delle cifre. Richiesti dunque gli arretrati di Ires e Irap, con interessi e sanzioni. Il tutto per un importo di 25,7 milioni, che in caso di acquiescenza calerebbe a 13,7. La società sta valutando la possibilità di impugnare gli accertamenti eventualmente anche con il ricorso agli altri strumenti previsti dall’ordinamento che consentano di ridurre gli importi richiesti a titolo di imposte e sanzioni. A fronte degli importi richiesti, comunque, sono stanziati accantonamenti ritenuti congrui a fronteggiare il rischio.

ALLEATI NELL’IMMOBILIARE – Intanto, secondo quanto si legge nella relazione al bilancio semestrale, chiuso un con un utile netto di 202 milioni di euro, il gruppo Unipol è pronto a firmare alleanze nel settore immobiliare. Dopo l’analisi che, secondo il quotidiano MF, è servita a identificare gli edifici da cedere e quelli da mettere a reddito, sono partite le cessioni di una decina di immobili, distributi tra Torino, Milano e Firenze, che hanno trovato negli inquilini i primi possibili acquirenti. Per quanto riguarda la vendita non frazionata, Bnp Paribas Real Estate ha siglato un contratto preliminare per l’acquisto di un edificio di oltre 10mila metri quadri attualmente dismesso a Milano. Una cessione subordinata all’autorizzazione del Comune per il cambio destinazione d’uso. Per quanto riguarda le ristrutturazioni, la compagnia è pronta a stringere alleanze che minimizzino il rischio finanziario e rimane in cerca di potenziali partner.


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