Giallo Mifid 2, slitta al 4 luglio il parere delle commissioni

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È giallo sull’iter in Parlamento dell’atto di governo 413, che contiene lo schema di decreto per il recepimento di Mifid 2.

Maria Paulucci di Maria Paulucci29 giugno 2017 | 09:29

Domanda: perché le commissioni Finanze di Camera e Senato hanno rinviato la votazione del parere sull’atto di governo 413contenente lo schema di decreto legislativo per il recepimento di Italia di Mifid 2 – a martedì 4 luglio quando il calendario europeo impone il suddetto recepimento da parte degli Stati membri entro lunedì 3? Questo è il rebus che salta fuori dalla lettura dei resoconti delle ultime sedute delle due commissioni, svoltesi in questi giorni. Cominciamo dalla Camera. Qui la commissione Finanze, presieduta dall’onorevole Maurizio Bernardo (foto a destra), si è riunita mercoledì 28 giugno. La seduta sull’atto di governo 413, alla quale è intervenuto il sottosegretario di Stato per l’Economia e le Finanze Pier Paolo Baretta, è iniziata alle 14.55 e dal resoconto risulta essere durata 5 minuti in tutto.

La commissione Finanze di Montecitorio ha proseguito l’esame dello schema di decreto legislativo, rinviato nella seduta del 24 maggio. L’onorevole Bernardo ha ricordato che il contenuto è stato illustrato nella precedente seduta di esame e che la commissione ha proceduto alle audizioni dei rappresentanti di Federcasse e della Consob (qui il video) nell’ambito dell’istruttoria sul provvedimento. A questo punto risulta aver preso la parola Sebastiano Barbanti del Pd, relatore, che si è riservato “di formulare una proposta di parere, che potrà essere posta in votazione nella seduta di martedì 4 luglio prossimo”. Dopodiché, il presidente Bernardo, appurato che nessun altro ha chiesto di intervenire, ha rinviato il seguito dell’esame “alla seduta già convocata per la giornata di giovedì 29 giugno” (oggi dopo le 13.30, n.d.r.). Alle 15.00, la seduta di mercoledì 28 giugno dedicata al recepimento di Mifid 2 è stata dichiarata conclusa. Fin qui, quanto accaduto alla Camera.

E in Senato? Nella VI commissione Finanze e Tesoro del Senato, come risultava dal foglio delle convocazioni pubblicato venerdì 23 giugno, ieri si sarebbe dovuto procedere alle votazioni. E in effetti un atto di governo è stato messo ai voti ottenendo parere favorevole: il numero 108, relativo alla “Proposta di nomina del dottor Andrea Abodi a Presidente dell’Istituto per il credito sportivo”. E il 413? Non pervenuto.

 Anzi, no. Pervenuto. Ma nella seduta di martedì 27 giugno, quando la commissione, sotto la presidenza del senatore Mauro Maria Marino (foto a sinistra), ha ripreso l’esame sospeso nella seduta del 14 giugno. In quella del 27, dal resoconto, risulta peraltro essere intervenuto il vice ministro dell’Economia e delle Finanze Luigi Casero.

Sempre dal resoconto risulta che il senatore Giuseppe Vacciano (Gruppo Misto) ha segnalato “l’opportunità di valutare l’integrazione del provvedimento in esame con una previsione volta a disciplinare il ricorso a strumenti informativi di immediata lettura concernenti il rischio connesso alle singole operazioni di acquisto di prodotti finanziari. Ritiene inoltre che il quadro normativo in materia di segnalazioni delle violazioni debba essere rafforzato attraverso la previsione dell’istituzione di strutture dedicate alla raccolta e al trattamento delle segnalazioni interne ed esterne presso le autorità di vigilanza, corredate da un quadro di garanzia idoneo a tutela degli autori delle segnalazioni”.

Il presidente Marino ha condiviso le osservazioni del senatore Vacciano, “ricordando in particolare l’attenzione già più volte dedicata dalla commissione al tema dell’informazione a favore dei risparmiatori, anche nell’interazione con le istituzioni dell’Unione europea”. Detto questo, ha comunicato che “si riserva infine di redigere e di mettere a disposizione dei commissari una bozza di parere, che potrà essere messa in votazione nella seduta di martedì prossimo”. Cioè, di nuovo, martedì 4 luglio. “Il seguito dell’esame”, conclude il resoconto, “è quindi rinviato”.

Fin qui, quanto è successo. Il perché ancora non è chiaro. Bluerating.com ha provato a mettersi in contatto con gli uffici di presidenza delle due commissioni, ma finora non ha ottenuto risposte. Seguiranno aggiornamenti.

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