Mifid 2, così il recepimento della direttiva slitta di un mese

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Il termine per l’esercizio della delega da parte del governo slitta al 3 agosto. Ma ciò non confligge con il calendario europeo. Ecco perché.

Maria Paulucci di Maria Paulucci30 giugno 2017 | 10:19

Se tutto è andato secondo i piani, ieri pomeriggio i componenti della commissione Finanze della Camera hanno Mifid 2
ricevuto alle loro caselle di posta elettronica, in via informale, la proposta di parere sullo schema di decreto legislativo contenuto nell’atto di governo 413, attualmente all’esame appunto delle commissioni Finanze di Camera e Senato. È quanto risulta dal resoconto della seduta della commissione Finanze di Montecitorio di ieri pomeriggio, dal quale si apprende infatti che “Sebastiano Barbanti (Pd) (nella foto), relatore, come già anticipato nella seduta di ieri (mercoledì 28 giugno, n.d.r.), si riserva di formulare una proposta di parere, che sarà trasmessa informalmente via email a tutti i componenti della commissione nel pomeriggio di oggi”.

Come anticipato da Bluerating.com, la commissione Finanze alla Camera ha dunque proseguito ieri pomeriggio l’esame dell’atto di governo 413, contenente lo schema di decreto legislativo “recante attuazione della direttiva 2014/65/UE relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE, come modificata dalla direttiva (UE) 2016/1034, e adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 600/2014 sui mercati degli strumenti finanziari e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012, come modificato dal regolamento (UE) 2016/1033“. La votazione sul parere, è confermato, si terrà nella seduta di martedì 4 luglio, mentre in commissione Finanze e Tesoro al Senato è stata calendarizzata per mercoledì 5 luglio (aggiornamento delle 15.00, n.d.r.).

Come è possibile, ci chiedevamo ieri, se il termine per il recepimento della Mifid 2 – stabilito nel testo stesso della direttiva Ue 2016/1034 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 giugno 2016, intervenuta a modificare la precedente direttiva 2014/65/UE spostandone l’entrata in vigore dal gennaio 2017 al gennaio 2018 – è fissato per lunedì prossimo, 3 luglio 2017? È possibile, secondo quanto Bluerating.com ha potuto ricostruire finora (una ricostruzione che resta aperta a ulteriori aggiornamenti, puntualizzazioni e precisazioni), in virtù in un incastro di natura tecnica decrittato il quale, come si dice, “tout se tient”.

Mifid 2

Palazzo Chigi, sede del governo

In pratica, la legge prevede un’ampia delega al governo per il recepimento delle direttive europee e per l’attuazione di altri atti dell’Unione europea. Fra le varie direttive, oggi, c’è Mifid 2. Secondo gli addetti ai lavori consultati da Bluerating.com, il governo era chiamato a esercitare la suddetta delega per l’attuazione della Mifid 2 entro i due mesi antecedenti al termine di recepimento della direttiva, dunque entro il 3 maggio 2017. Tuttavia, ed ecco l’incastro, la norma di delegazione europea – così come era già previsto in passato dalla cosiddetta legge La Pergola – fa sì che quando il governo utilizza fino all’ultimo giorno previsto per l’esercizio della delega, e quindi teoricamente sottrae al Parlamento il tempo per esaminare il relativo schema di decreto, automaticamente il termine per l’esercizio della delega si sposta di 90 giorni.
 Slittando, in questo caso, al 3 agosto 2017.

Ecco allora che le due commissioni di Camera e Senato sono perfettamente nei tempi. E senza che ciò sia in contrasto, spiegano ancora gli addetti ai lavori interrogati da Bluerating.com, con il termine che si ricava dalle disposizioni della direttiva, ossia il 3 luglio 2017, dal momento che il governo legittimamente ha esercitato la sua volontà di recepire la suddetta direttiva ma in quel modo sottraendo al Parlamento il tempo per esaminarla. È una norma generale, che si applica anche a questo caso particolare. Insomma, il cantiere per il recepimento di Mifid 2 resterà aperto anche dopo il 3 luglio. Ma nelle stanze del legislatore, assicurano sempre gli addetti ai lavori, c’è la volontà di fare presto.

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