Credem, l’addio di Duccio Marconi

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All’uscita dell’ex direttore commerciale si accompagna, sempre in questi giorni, quella del regional manager della Lombardia Tino Bosoni. Secondo indiscrezioni, la probabile destinazione di Marconi sarebbe CheBanca!

Chiara Merico di Chiara Merico3 luglio 2017 | 15:20

Duccio Marconi lascia il Credem: la notizia è stata confermata dall’azienda, che sempre oggi ha ufficializzato la nomina di Moris Franzoni a direttore commerciale, come anticipato da Bluerating.com (leggi qui). Secondo indiscrezioni, la probabile destinazione del manager sarebbe CheBanca! All’uscita di Marconi si accompagna, sempre in questi giorni, quella del regional manager della Lombardia Tino Bosoni, alla quale è seguita, a quanto risulta a Bluerating.com, quella di altri sei consulenti della rete.

La società sottolinea che la rete guidata dal nuovo responsabile Moris Franzoni, che riporta al coordinatore delle reti di private banking e consulenza finanziaria Matteo Benetti, ha recentemente superato a maggio 6 miliardi di euro di masse totali e 580 consulenti finanziari. Dopo gli oltre 80 ingressi nel 2016, nei primi cinque mesi dell’anno sono già 30 i consulenti reclutati e  il portafoglio medio della rete ha superato 10 milioni di euro. Entro il 2018 l’obiettivo è proseguire nella strategia di crescita attraverso il reclutamento di 120 consulenti finanziari e l’apertura di 10 negozi finanziari dedicati per raggiungere quota 700 consulenti ed i 50 punti vendita. “I primi 5 mesi del 2017, con l’ingresso di 30 nuovi consulenti finanziari e una raccolta netta di circa 300 milioni di euro, confermano il trend di sviluppo della rete dell’ultimo triennio grazie a 2 principali driver: innalzamento del livello qualitativo della rete e la prosecuzione dell’attività di sviluppo della stessa”, ha dichiarato Matteo Benetti, coordinatore delle reti di private banking e consulenza finanziaria Credem. “In particolare mi fa piacere concentrare l’attenzione sull’innalzamento del livello qualitativo dei nostri consulenti finanziari ottenuto grazie a un’intensa attività formativa che abbiamo inaugurato 18 mesi fa e che inizia a dare i risultati attesi. E’ importante sottolineare come per un modello integrato nella banca commerciale, innalzare il livello qualitativo non significhi aumentare il portafoglio medio, ma mettere le persone nelle condizioni di saper offrire alla clientela tutti i servizi che solo un modello come il nostro può garantire. La qualità del consulente non va valutata solo sulla base del portafoglio gestito in quanto è come la persona eroga la consulenza che ne misura la qualità nel medio periodo. Con la Mifid 2 alle porte e i mercati finanziari su livelli record un’eccessiva focalizzazione all’asset allocation comporta rischi professionali troppo elevati e solo coprendo tutte le esigenze della clientela il consulente finanziario moderno può superare questo momento di forte discontinuità. Già oggi i nostri consulenti finanziari hanno a disposizione oltre 50 advisor con varie specializzazioni dal real estate, alle tematiche di passaggio generazionale della ricchezza al supporto all’attività più classica di gestione dei portafogli della clientela. Per Credem la consulenza finanziaria rappresenta uno dei principali canali di sviluppo della banca per la quale già oggi incide per il 20% della raccolta e il 23% del gestito”.


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