Dal Regno Unito agli Usa: per i pf il 2013 è stato l’anno delle regole

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Il debutto d’anno è stato segnato in Gran Bretagna dall’introduzione della Rdr. E alla fine gli Stati Uniti hanno lanciato la Volcker Rule.

Andrea Giacobino di Andrea Giacobino31 dicembre 2013 | 09:00

L’ANNO DELLE REGOLE – Il 2013 della finanza si è aperto con una grande “regolata” e con un’altra grande “regolata” finisce. Il debutto d’anno, infatti, è stato segnato in Gran Bretagna dall’introduzione della Rdr, acronino di Retail distribution review, che ha rivoluzionato l’intero sistema della distribuzione dei prodotti finanziari costringendo le case di produzione e le reti di vendita a fare i conti con la nuova realtà.

LA RISPOSTA DEL REGNO UNITO
– Da quella data, infatti, i promotori finanziari del Paese non possono più basare la loro retribuzione sulle commissioni dalle case prodotto e le uniche entrate consentite sono quelle a parcella. Si può tracciare un primo bilancio della Rdr dopo un anno dalla sua introduzione? Pare difficile, ma alcune conseguenze sono già evidenti. Una fra tutte: oltre il 40% delle aziende di consulenza è preoccupato. Il motivo? Non si riescono a coprire i costi. Inoltre: come assicurare che il costo dei servizi ai clienti non superi le fee da far pagare? Poiché bisogna far quadrare i conti, il rischio è che si tagli sul servizio al cliente. L’impressione, comunque, è che la Rdr sia stata introdotta perché oltre Manica le società di gestione manipolavano i “financial agents”, che prima di vendere non devono neanche superare un esame, come invece fanno i promotori finanziari italiani. Basti pensare che Axa Wealth Management è stata multata per pratiche di “malavendita”. Multata anche Aberdeen: non per mis-selling ma per violazione di una “client money rules”: ha dovuto pagare 7,2 milioni di sterline, ma per la società è importante sottolineare che nessun cliente ha perso alcun soldo per questo.

VOLCKER RULE – Il 2013 si è chiuso con un’altra botta dei regulator che questa volta attraversa l’Atlantico e parte dagli Stati Uniti. È la Volcker Rule, la nuova regolamentazione bancaria che porta il nome dell’ex presidente della Fed (Paul Volcker) e che dal 2015 vieterà agli istituti di credito il trading proprietario e li costringerà ad uscire dai business di hedge fund e private equity. La Volcker Rule è stata fortemente voluta dal’amministrazione di Barack Obama per porre un freno alla speculazione delle grandi banche di Wall Street ed è stata sostenuta dalla Federal Reserve, che proprio a inizio 2014 vedrà l’arrivo della prima donna-presidente, Janet Yellen.

SE LA NORMATIVA ABBONDA – Regole, quindi. Che se da una parte sono benvenute, dall’altra rischiano di essere troppe: basti pensare che sulla testa delle banche stanno per piombare ben 1.200 nuovi adempimenti regolamentari, derivanti da circa 200 nuove normative, 100 delle quali europee. Il vero pericolo della iper-regolamentazione è che gli operatori finanziari, alla fine, facciano ricadere i maggiori costi sulle spalle della loro clientela.

Insieme al prossimo numero del mensile BLUERATING, che uscirà a gennaio, lo “Speciale 2013”, con tutti i principali fatti dell’anno che si chiude.

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