Così Banca Generali si prepara alla Mifid 2

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Revisione delle commissioni di performance, contratti di consulenza flessibile, piattaforme di advisory digitale per gestire a 360 gradi il patrimonio del cliente. Così la società guidata Gian Maria Mossa si attrezza per l’arrivo della nuova direttiva europea e guarda ancora a possibili acquisizioni sul mercato di qualche banca-boutique

Andrea Telara di Andrea Telara12 luglio 2017 | 08:30

Un nuovo sistema per il calcolo delle commissioni di performance, un contratto di consulenza flessibile, un modello tariffario in tre versioni, una piattaforma digitale per la consulenza a 360 gradi sul patrimonio del cliente. Sono i quattro pilastri su cui intende appoggiarsi Banca Generali in vista dell’arrivo della Mifid 2, la seconda versione della direttiva europea sui servizi finanziari che entrerà in vigore nel gennaio del 2018. La società guidata da Gian Maria Mossa Gian Maria Mossa intervistato da BFC(nella foto a destra)  ha presentato le sue strategie a Londra, durante un Mifid Day in cui è stato confermato l’obiettivo di raggiungere la soglia dei 70 miliardi di euro di masse gestite entro il 2021, sempre più concentrate sul private banking.

TRASFORMAZIONE DIGITALE – Per prepararsi all’arrivo della Mifid 2, Banca Generali ha innanzitutto puntato sul digitale, con la piattaforma  BG Personal Advsory messa a disposizione nei mesi scorsi della propria rete di cf e private banker per assistere i clienti in modo integrato sul loro intero patrimonio, anche sugli asset non finanziari come gli immobili.

PRICING IN TRE VERSIONI- Banca Generali si è attrezzata in vista dell’arrivo della Mifid 2 mettendo a punto anche un sistema tariffario più articolato. Al pricing tradizionale, basato sulle commissioni di retrocessione incassate da chi fabbrica i prodotti finanziari (le case di gestione), si aggiungono due sistemi di tariffazione più innovativi: uno denominato fee on top con una commissione in percentuale applicata sull’intero portafoglio e un sistema fee-only che si applica soltanto sul risparmio amministrato e che prevede una remunerazione “a parcella”, per l’attività di consulenza offerta al cliente.

INNOVAZIONE NEI CONTRATTI –Questo sistema sistema tariffario tripartito si basa anche su un’ innovazione della contrattualista messa in cantiere dagli inizi di quest’anno. A un contratto di advisory basic, che funziona con il sistema tradizionale, si aggiunge infatti un contratto di consulenza avanzato che include gli altri due modelli tariffari del fee on top e del fee only.

COMMISSIONI DI PERFORMANCE- Sempre in vista della Mifid 2, Mossa ha poi annunciato un nuovo sistema per il calcolo delle commissioni di performance che verranno calcolate su base annuale e non più trimestrale. Le performance fee sono una fonte di ricavo che per Banca Generali imboccherà un trend in discesa nel triennio 2018-2020, compensato però ampiamente da una aumento delle revenue provenienti da altre fonti come le commissioni di gestione e di consulenza.

RACCOGLIERE LA SFIDA – “Siamo pronti a raccogliere le sfide della Mifid 2 forti di un modello di business che ci apre crescenti opportunità dal cambiamento normativo”, ha detto Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali, secondo il quale i principi della direttiva europea vanno di pari passo con con il modello di servizio adottato dalla sua società .” Abbiamo allargato il concetto di advisory a tutti gli ambiti patrimoniali, a partire dalle soluzioni gestite che rafforzano la diversificazione e la protezione dei portafogli”, ha aggiunto Mossa, e abbiamo arricchito il valore della consulenza mettendo a disposizione delle famiglie servizi evoluti di wealth management e nell’analisi del rischio. L’impegno nell’innovazione arricchisce poi il valore delle competenze dei nostri professionisti che confermano nei flussi di raccolta la capacità di intercettare i bisogni dei risparmiatori. Guardiamo con grande entusiasmo e fiducia alla crescita nei prossimi anni per un futuro sempre più da prima e vera banca private”.

SEMPRE PRONTI AD ACQUISIZIONI – Mossa ha anche parlato di possibili acquisizioni da parte della sua società. Da tempo Banca Generali ha in mente di comprare qualche società di piccole e medie dimensioni, per esempio una banca boutique con masse gestite fino a un massimo di 3 miliardi di euro. “Da tempo cerchiamo abbiamo in mente di fare qualche operazione sul mercato che non abbiamo completato soprattutto per una questione di prezzo”, ha detto Mossa, dichiarando la ferma volontà della sua società di non pagare cifre troppo alte. Per Mossa proprio la Mifid 2 sarà un “acceleratore per il consoliamento del mercato”, sia nel private banking che dell’asset management, anche per la tendenza degli operatori del settore a creare ecoomie di scala raggiungendo maggiori dimensioni

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