La Mifid 2 diventa legge

A
A
A

Il consiglio dei ministri ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo di attuazione della Mifid 2 e di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Mifir.

Maria Paulucci di Maria Paulucci28 luglio 2017 | 16:40

È fatta. Il consiglio dei ministri che si è riunito questa mattina poco dopo le 11.00, su proposta del presidente Paolo Gentiloni Mifid 2 (nella foto) e del ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/65/UE relativa ai mercati degli strumenti finanziari – ossia la Mifid 2 – e di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento Ue 600/2014 sulla stessa materia, il cosiddetto Mifir.

La direttiva e il regolamento, si legge nel comunicato stampa che fa il punto sulla riunione del consiglio dei ministri svoltasi questa mattina, “modificano la precedente disciplina, includendo settori in precedenza non regolamentati e impostando un sistema più completo di vigilanza e di applicazione delle regole, con lo scopo di normare un mercato sempre più vario e complesso, caratterizzato dall’incremento delle tipologie di strumenti finanziari e dalla diffusione dei sistemi di trading ad alta frequenza, attraverso i quali ha luogo una quota rilevante delle transazioni sui mercati telematici. L’obiettivo è lo sviluppo di un mercato unico dei servizi finanziari in Europa, nel quale siano assicurate la trasparenza e la protezione degli investitori, in modo che i risparmiatori e le imprese di investimento possano operare a livello transfrontaliero (cosiddetto ‘passaporto unico’) con maggiore semplicità e a condizioni identiche in tutti gli Stati dell’Unione”.

I principali soggetti interessati dalle nuove disposizioni sono le società di investimento mobiliare (sim), le banche che prestano servizi di investimento, le società di gestione del risparmio (sgr) che prestano servizi di investimento, i gestori di mercati regolamentati, gli operatori nel settore dell’energia e delle materie prime (energy e commodity player). Il testo approvato in via definitiva tiene conto di alcune osservazioni delle commissioni parlamentari, in accoglimento delle quali sono state, tra l’altro, inserite alcune disposizioni di coordinamento normativo e meglio calibrate altre, anche in relazione alla disciplina transitoria, in tema di imprese di investimento di Paesi terzi. Per quanto concerne la materia dei prodotti di investimento assicurativi, si segnala che una revisione organica della disciplina potrà avvenire in sede di attuazione della direttiva sulla distribuzione assicurativa, i cui criteri di delega sono attualmente oggetto di esame parlamentare nell’ambito del disegno di legge di delegazione europea 2016.

Mifid 2“Le disposizioni del decreto legislativo”, si legge ancora nel comunicato, “in quanto ispirate al dovere di agire nel miglior interesse del cliente, garantiscono una corretta informazione per gli investitori, regolano i potenziali conflitti di interesse tra le parti e richiedono un’adeguata profilatura del risparmiatore. Le imprese di investimento dovranno attenersi a regole più stringenti al fine di garantire i clienti circa il fatto che i prodotti finanziari loro offerti siano adeguati alle loro esigenze e caratteristiche e che i beni nei quali investono siano adeguatamente protetti. Si prevede poi che l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma), l’Autorità bancaria europea (Eba), per i depositi strutturati, e le autorità di vigilanza nazionali (Consob e Banca d’Italia) abbiano la facoltà di vietare o limitare la distribuzione di taluni prodotti finanziari”: in particolare, spiega l’esecutivo nella sua nota post riunione, “tali autorità potranno valutare il merito dei prodotti offerti e potranno vietare su base temporanea la loro commercializzazione e lo svolgimento di qualunque altra attività qualora ritengano che essi possano compromettere la stabilità e l’integrità dei mercati, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e gli interessi degli investitori”.

Si ampliano poi gli obblighi di comunicazione alla clientela su costi e oneri connessi ai servizi di investimento o accessori che devono includere anche il costo della consulenza (se rilevante), il costo dello strumento finanziario raccomandato o venduto al cliente e le modalità con cui il cliente può remunerare il servizio d’investimento ricevuto. Inoltre, le informazioni circa tutte le voci di costo devono essere presentate in forma aggregata, per consentire al cliente di conoscere il costo complessivo e il suo impatto sul rendimento atteso dall’investimento. Nuove norme sono previste anche in tema di consulenza finanziaria, con l’introduzione della consulenza “indipendente” e con alcune specifiche previsioni che devono essere osservate dalle imprese di investimento. Il recepimento della direttiva Mifid 2 ha, infine, costituito l’occasione per definire una disciplina unitaria nell’ambito del sistema finanziario riguardo all’istituto della segnalazione delle violazioni, il cosiddetto whistleblowing.

Il governo era chiamato a dare il visto finale al decreto entro la scadenza del 3 agosto. Il decreto legislativo, modificando il Testo unico della finanza del 1998, segna il recepimento in Italia di Mifid 2 e del relativo regolamento. Vedremo più nel dettaglio, dal testo che uscirà in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni, in che misura e con quale formula sono state recepite le condizioni e le osservazioni inviate dalle commissioni Finanze di Camera e Senato, che sullo schema di decreto legislativo, approvato dal governo in via preliminare a fine aprile, hanno espresso parere favorevole lo scorso 5 luglio.


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Consulenti, una nuova vita da indipendente

Parola ai consulenti, sulla Road to the future

La nuova privacy invade la consulenza

Consulenti, meglio il portafoglio del curriculum

Ascosim dalla parte del Santo Padre

La grande bellezza di Mediolanum

Consulenti, il bersaglio di Bergoglio è sbagliato

La “predica” di Papa Francesco ai consulenti finanziari

Consulenti, cresce la concorrenza di banche e Poste

Tutela del risparmio e banche, le mosse di Lega e M5S

Consulenza indipendente, in Italia “mission impossible”

Fideuram va in buca

Anasf sempre presente per Efpa

Widiba, la versione di Giacomelli

Efpa, oggi è il Deroma day. Il saluto di Ambrosi

Caro consulente, come tratti i tuoi clienti?

Che Cifa Anasf a Monaco

Consulenti: andiamo alle terme con Enasarco

Consulenti, perché occorre sempre più coraggio

Remunerazione e incentivi, troppi paletti soffocano i consulenti

Consulenti, usate la testa

Tutta la Gamma della consulenza

Reputazione online: exploit delle Poste e le reti inseguono

L’onda lunga della consulenza

Preiscrizione autonomi e scf, il punto della situazione

Consulenti, come vincere la paura del rifiuto

Consulenti, le nuove tariffe in Gran Bretagna

Mediolanum CU, altre tre tappe per il Progresso

Consulenti, come vivere di rendita: atto III

Anasf, Bufi sotto esame

Consulenti: come essere pronti a gestire una crisi

Il cda di Fideuram Ispb cambia faccia

ConsulenTia “mille culure”

Ti può anche interessare

La Consob avverte: Questra Holding è una società abusiva

L’authority sospende un sito web che offre servizi di investimento senza aver pubblicato un prospe ...

Azimut, la raccolta vola con la Svizzera

Il gruppo Azimut ha registrato nel mese di giugno 2017 una raccolta netta positiva per 557 milioni ...

Banco Bpm, accordo con Bei

Con questa intesa, BEI mette a disposizione 600 milioni di euro che gruppo Banco BPM, nato lo scorso ...