Consulenti, le sorti dell’Albo Unico nelle mani del maxi-emendamento del governo di questa sera

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Oggi alle 20 l’esecutivo presenterà un maxi-emendamento al provvedimento sul quale verrà chiesta la fiducia. In linea di massima, ha spiegato il relatore Giorgio Santini (Pd), il testo recepirà le modifiche apportate in commissione, tra cui quelle legate all’Albo Unico. “Ma non ci sono garanzie”, ha detto Santini.

di Redazione18 dicembre 2014 | 13:31

LEGGE DI STABILITA’ – Nuove incognite sulla nascita dell’Albo Unico dei Consulenti finanziari. Il testo che dovrebbe portare alla nascita dell’Albo Unico dei consulenti finaziari – contenuto nella Legge di Stabilità 2015 – è stato passato al setaccio dalla Commissione Bilancio al Senato, che ha approvato in questi giorni una serie di emendamenti riguardanti proprio il nuovo registro per advisor e promotori. Per accelerare i tempi e assicurare una chiusura entro l’anno però, il Governo ha deciso di intervenire sulla Legge di Stabilità, che deve approdare questo pomeriggio a Palazzo Madama e compiere poi un ultimo passaggio alla Camera. L’esecutivo ha infatti deciso di presentare, alle 20 di questa sera, un maxi-emendamento al provvedimento sul quale verrà chiesta la fiducia. In linea di massima, ha spiegato il relatore Giorgio Santini (Pd, nella foto in basso), il testo recepirà le modifiche apportate in commissione, “ma non ci sono garanzie: ora il padrone del provvedimento è il governo”.



MAXIEMENDAMENTO
– L’intervento del Governo, spiega l’Agenzia di stampa Ansa, è stato deciso dopo che in Commissione non è stato possibile concludere l’esame del testo, che andrà dunque in Aula a Palazzo Madama senza il mandato al relatore e quindi senza le modifiche approvate nei giorni scorsi in Commissione.  Tra queste ci sono appunto gli emendamenti riguardanti l’Albo Unico, che erano stati presentati da Mauro Maria Marino (PD), Anna Cinzia Bonfrisco (FI-Pdl) e Marcello Gualdani (AP – NCD/UDC). Emendamenti che – in buona sostanza – riproponevano la denominazione di “Albo unico dei consulenti finanziari” e la struttura in tre sezioni – consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, consulenti finanziari indipendenti, società di conulenza – ma  assicuranvano anche “l’assenza di nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica” con l’introduzione di una nuova tassa “dovuta per le iscrizioni successive all’entrata in vigore dell’Albo”. Quanto al capitolo “vigilanza”, gli emendamenti prevedevano il passaggio delle funzioni dalla Consob al nuovo “Organismo di Vigilanza e Tenuta dell’Albo unico dei Consulenti finanziari“, i cui organi “resteranno in carica fino al 30 aprile 2019 al fine di assicurare la massima stabilità al nuovo assetto organizzativo”. Ora non resta che aspettare di leggere il maxiemendamento del Governo, per vedere se qualcuna di queste modifiche sarà recepita nel nuovo testo.


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