Uffici in coworking per le reti di consulenza

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Luca Spoldi di Luca Spoldi17 agosto 2017 | 10:30

Secondo una recente ricerca commissionata da Regus, per il 53% dei professionisti italiani tagliare i costi dell’ufficio è la priorità numero uno quest’anno. In particolare secondo la ricerca è possibile che le aziende strutturate trovino troppo elevati i costi di mantenimento e di utilizzo di uno spazio che non sempre viene impiegato in modo efficiente, dato che in un mondo dove il lavoro diventa sempre più flessibile le scrivanie non sono sempre usate a piena capacità. Così per il 37% delle aziende intervistate da Regus se i professionisti chiederanno di lavorare più vicino a casa, le aziende dovranno scegliere spazi di lavoro in grado di adattarsi a tale evoluzione. Per i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede la flessibilità in ambito professionale non è una novità, anzi, e le spese di affitto dell’ufficio seppure in gran parte coperte dalla mandante restano certamente tra le più importanti e quindi potenzialmente oggetto di una rinegoziazione in base al variare delle esigenze delle diverse reti. È quindi verosimile che anche per le agenzie dei consulenti finanziari la formula tradizionale del contratto d’affitto fisso, che in Italia rappresenta il 39% dei casi di fitto di uffici, lasci spazio a formule più flessibili, in grado di meglio venire incontro alle necessità di ridimensionamento rapido sia in fase di espansione sia di riduzione delle reti di agenzie sul territorio.

Quali sono queste soluzioni più flessibili? Gli spazi di coworking (che non a caso costituiscono l’offerta commerciale di Regus in tutta Italia, n.d.r.), sia che si tratti di uffici arredati in affitto, sia che siano uffici condivisi o uffici virtuali con domiciliazione e servizi di segretariato. In realtà il coworking non è una novità, visto che è nato in California nel 2005, arrivando anche in Italia pochi anni dopo, nel 2008. Da allora questa soluzione ha guadagnato spazio, dapprima nell’ambito di attività freelance, creative (agenzie pubblicitarie) o legate al fenomeno delle startup, poi sempre più anche nel caso di Pmi e grandi aziende.

In realtà più che una sola questione di taglio dei costi, fare ricorso agli spazi di coworking significa entrare maggiormente in contatto con aziende nelle prime fasi di vita, neoimprenditori e giovani professionisti, tutti potenziali clienti futuri e soprattutto portatori di nuove idee e nuovi modelli di business con cui sarebbe difficile entrare in contatto restando ‘ingessati’ in uffici e agenzie tradizionali.

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