Le banche italiane torneranno in utile nel 2015 dopo quattro anni di perdite

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Dopo 4 anni di perdite, l’anno prossimo le banche italiane torneranno in utile per circa 3,8 miliardi di euro. Ecco lo studio di Prometeia.

Daniel Settembre di Daniel Settembre29 aprile 2015 | 15:32

RITORNO ALL’UTILE – Il settore bancario italiano vede la luce in fondo al tunnel. Dopo quattro anni di perdite, nel 2015 le banche del nostro Paese torneranno in utile per circa 3,8 miliardi di euro. È la stima di Prometeia nello studio pubblicato per il Prometeia Banking Day. Nel 2014 i principali gruppi hanno perso complessivamente 6,8 miliardi, dopo i 22 miliardi nel 2013, risentendo di Mps e altre 6 banche (-10,6 miliardi). Buone notizie per il Roe (return on equity) che si porterà al 3,7% nel 2017, dall’1,4% del 2015. E il credito crescerà a partire dalla fine del 2015 (+2,5% in media nel 2015-2017).

LE RETTIFICHE SUI CREDITI – Nota negativa per quanto riguarda, invece, le sofferenze che cresceranno ancora, seppur a ritmi progressivamente più bassi. Inoltre, l’elevato flusso di rettifiche su crediti continuerà a limitare la redditività bancaria. Complessivamente le rettifiche su crediti raggiungeranno i 50 miliardi di euro nel triennio 2015-2017. Rilevanti saranno gli impatti della riforma delle banche popolari, anche se i benefici potranno realizzarsi solo nel medio periodo. Il cost income potrebbe ridursi gradualmente nell’intervallo di previsione per raggiungere il 60,2% nel 2017.

I COSTI OPERATIVI – Il Cet 1 ratio a fine 2014 è pari all’11,2%: la gran parte delle banche ha infatti un grado di capitalizzazione superiore ai target minimi Bce, con l’eccezione degli istituti che hanno già programmato aumenti di capitale o altre operazioni nella prima parte del 2015. Lato costi operativi: secondo Prometeia gli operatori cercheranno anche nei prossimi anni di mettere in atto strategie di recupero dell’efficienza operativa già in atto da diversi anni. Proprio per questo gli spazi di ulteriori aggiustamenti sarà ridotto e i costi operativi pertanto cresceranno nel triennio di circa lo 0,5%.

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