Azimut festeggia il via libera dal Brasile

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di Redazione17 agosto 2017 | 14:48

In occasione della presentazione della raccolta di luglio positiva per 371 milioni di euro (a 3,8 miliardi da inizio anno), Azimut ha annunciato il rilascio da parte delle autorità brasiliane (Banco Central e decreto Presidenziale) dell’autorizzazione per assumere il controllo di una Distribuidora de Títulos e Valores Mobiliários, un’istituzione finanziaria Brasiliana (FuturaInvest DTVM) autorizzata alla distribuzione di prodotti finanziari.

Oggi in Brasile il Gruppo Azimut gestisce circa R$ 8,6 miliardi (equivalente a circa 2,3 mld di euro) attraverso AZ Quest e Azimut Brasil Wealth Management, con una crescita del 160% rispetto alle masse acquisite nelle varie Joint Ventures. “Siamo orgogliosi di essere il secondo gruppo italiano ad aver ottenuto l’autorizzazione ad assumere il controllo di una istituzione finanziaria in Brasile”, commenta Sergio Albarelli, CEO del gruppo. “Il rilascio dell’autorizzazione e la nostra crescita confermano la qualità delle nostre soluzioni d’investimento per i risparmiatori brasiliani e soprattutto dimostrano la nostra determinazione per affermare Azimut come player indipendente in un mercato che è sempre stato strategico per l’espansione internazionale del gruppo”.

Nel mese di luglio, fa inoltre sapere un comunicato stampa della società, Azimut ha lanciato due nuovi comparti del fondo lussemburghese multi comparto AZ Fund 1, AZ Fund Italian Excellence 3.0 e AZ Fund Italian Excellence 7.0, destinati anche alla costituzione dei Piani Individuali di Risparmio a lungo termine (PIR). In particolare, Italian Excellence 3.0 prevede una componente equity massima del 30%, mentre in Italian Excellence 7.0 questa quota può rappresentare fino al 70% degli attivi netti del prodotto.

“L’andamento della raccolta”, aggiunge ancora Albarelli, “continua ad essere solido ed evidenzia nel mese di luglio un progressivo miglioramento nella qualità dei flussi verso soluzioni di risparmio gestito. Il risultato deriva dalla crescita organica della Rete, che oltre ai PIR avrà a disposizione nei prossimi mesi nuove soluzioni dal forte carattere innovativo anche legate al mondo del non quotato su cui abbiamo rafforzato le nostre competenze con la recente acquisizione dell’intero capitale di Futurimpresa SGR, e dall’apporto sempre più sostanziale fornito dalle nostre attività all’estero, che oggi rappresentano circa il 22% delle nostre masse totali”.

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