Generali punta agli emergenti tramite il canale mobile

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Raggiunto un accordo globale con Obi per raggiungere tramite il canale mobile i mercati emergenti.

Daniel Settembre di Daniel Settembre28 agosto 2015 | 13:00

L’ACCORDO – Il gruppo Generali si prepara a sfruttare il canale mobile raggiungendo fino a 20 mercati in rapida crescita entro il 2017. L’obiettivo sarà raggiunto grazie a un accordo siglato con Obi Worldphones, una società di telefonini co-fondata dall’ex ad di Apple John Sculley che ha appena lanciato sui mercati dell’Asia, dell’Africa e del Medioriente i due smartphone SF1 e SJ1.5. Le app di Generali saranno integrate nei nuovi Worldphones di Obi con l’obiettivo di raggiungere una base potenziale di consumatori di oltre 10 milioni di persone.

SERVIZI VIA SMARTPHONE
– “Questo accordo innovativo con Obi Worldphones”, spiega Giovanni Giuliani, Group Strategy and Business Development Director del Gruppo Generali, “permetterà a Generali di offrire servizi di grande utilità ad un segmento di clienti di grande potenziale attraverso il loro strumento preferito – lo smartphone. Generali, attraverso la sua app, sarà presente nella schermata principale dei cellulari Obi, dando vita a una nuova forma di coinvolgimento con i clienti. Siamo molto felici di lavorare con Obi, una startup tecnologica di ultima generazione e con un riconosciuto track record che si distingue per il suo design di alta qualità e le sue eccezionali capacità distributive.”

PIATTAFORMA ASSICURATIVA
– Secondo i termini dell’accordo, Generali e Obi svilupperanno insieme una piattaforma assicurativa mobile basata su app “native”, integrate nel set-up standard dei cellulari, con l’obiettivo di coinvolgere i consumatori attraverso l’offerta di servizi di grande utilità direttamente nell’home screen dei cellulari Obi Worldphones. Le applicazioni saranno sviluppate sulla base delle caratteristiche specifiche dei singoli Paesi e offerte ai clienti dei mercati in cui sia Generali sia Obi operano, a partire da Turchia, India, Indonesia, Vietnam, Filippine ed Emirati Arabi Uniti nel 2015, con l’obiettivo di raggiungere 20 Paesi entro il 2017.


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