Promotori, negli Usa le commissioni pesano per l’1% all’anno

A
A
A

Ma bisogna fare attenzione al nodo dei conflitti d’interesse.

Luca Spoldi di Luca Spoldi31 agosto 2015 | 13:02

FINALITA’ SIMILI MA… – La Mifid 2 e la britannica Rdr (Retail distribution review) hanno finalità simili, ma le differenze non mancano. Entrambe, infatti, mirano a un aumento degli standard professionali nella fornitura di consulenze finanziarie agli investitori, collegate alla distribuzione di prodotti e servizi finanziari o indipendenti. Entrambe le norme, inoltre, prevedono un sostanziale incremento del grado di trasparenza del mercato, con la richiesta di un’esplicita disclosure di prezzi e rischi dei prodotti e servizi forniti. Ma mentre la Rdr è categorica nel vietare ogni forma di “inducement” per qualsiasi forma di consulenza, la Mifid 2 ne fa divieto solo per la tipologia specifica della consulenza indipendente (o “fee only”).

PROBLEMA DI TRASPARENZA – Nel Regno Unito proprio la Rdr ha favorito una focalizzazione sui prodotti interni, a fronte di un mercato evoluto dove opera un numero elevato di operatori indipendenti (un terzo dei quali tuttavia non riesce a trovare un’adeguata remunerazione per il proprio business). In Europa e ancor più in Italia tale modello difficilmente potrebbe funzionare, hanno dichiarato spesso molti intermediari, segnalando il rischio, semmai, di un’eccessiva legiferazione, non sempre omogenea, in ambito europeo. Eppure il problema della trasparenza è presente anche nel mercato americano, dove l’amministrazione Obama sta elaborando un piano per riformare la normativa di settore.

IL REPORT DELLO SCANDALO – Secondo un report del Council of Economic Advisors del presidente Obama, pubblicato nel febbraio di quest’anno, il costo economico dei consigli finanziari in conflitto d’interesse equivale, in media, all’1% annuo di minor rendimento. Con la legislazione attuale gli advisor americani possono accettare “back-door payment” o commissioni non dichiarate per indurre gli investitori a sottoscrivere, per esempio, fondi pensione che non fanno il migliore interesse dell’investitore (ma remunerano bene il suo advisor) e ciò è perfettamente legale. Il report negli Usa ha fatto abbastanza scandalo: c’è da sperare che l’eco giunga anche in Italia, a beneficio degli investitori e dei migliori pf e consulenti.

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Polizze Vita, che affare per chi le vende

Giallo Mifid 2, slitta al 4 luglio il parere delle commissioni

Fidelity Investments taglia le commissioni

Ti può anche interessare

Azimut, per Morgan Stanley è un campione di raccolta

Secondo una ricerca della casa d'affari statunitense pubblicata da Milano Finanza, la società fond ...

Mediolanum rischia l’indice

Il calo borsistico del titolo della banca dei Doris potrebbe farlo uscire dal paniere Ftse Mib. ...

Assopopolari: sostegno in crescita per il Terzo settore

Gli impieghi delle banche popolari verso le imprese no-profit e le associazioni del Terzo settore, ...