Che difficoltà cancellare i pignoramenti nelle centrali rischi

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Una falla normativa sui sistemi di informazioni creditizie consente comportamenti troppo punitivi nei confronti di chi ha sanato precedenti situazioni di pignoramento. Ecco come fare per uscirne fuori in maniera rapida.

Marco Muffato di Marco Muffato4 settembre 2015 | 08:46

DOMANDA. Una mia cliente, lavoratrice dipendente con regolare busta paga e conto bancario, ha richiesto una carta di credito il cui rilascio, contrariamente alle sue aspettative, è stato negato. Dopo aver verificato la presenza di eventuali segnalazioni pregiudizievoli ha compreso che l’unica motivazione plausibile è dovuta alla presenza presso Crif-Eurisc di una segnalazione di pignoramento immobiliare del 2004 che però vede anche un’annotazione di cancellazione del 2012. Possibile che a distanza di tanti anni sia ancora assoggettata a situazioni relative a tanti anni addietro e soprattutto sanate? Non esiste un tempo massimo di conservazione dei dati? Come si può risolvere? G.M., Roma

RISPOSTA.
A differenza di altre società le quali cancellano, per esempio, dopo cinque anni, Crif-Eurisc non prevede un termine massimo dopo il quale i dati relativi al pignoramento e soprattutto alla cancellazione vengano eliminati automaticamente. Occorre, quindi, presentare un’apposita richiesta di cancellazione in base al diritto di accesso ai propri dati personali. Nel caso in cui non dovessero provvedere, la sua cliente potrà presentare ricorso al Garante Privacy, situazione per la quale Crif potrebbe preferire di evitare un pronunciamento negativo provvedendo di propria iniziativa alla cancellazione. Un comportamento che limita le cancellazioni dei dati solo per quei soggetti che si attivano presso il Garante Privacy, lasciando invece iscritti tutti gli altri. A tal proposito, non essendo previsto il termine massimo di conservazione di tali dati come invece per altre tipologie di iscrizione, non sarebbe affatto male se il Garante Privacy provvedesse in merito integrando la propria Delibera numero 8 del 16 novembre 2004 che a partire dal successivo 1 gennaio detta precise e comuni regole a cui riferirsi nel trattamento dei dati da parte delle società di informazione creditizia.
 

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