Personal branding: Fideuram, l’abc della consulenza

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Nella piattaforma Alfabeto si conciliano digitalizzazione e personalizzazione della relazione con la clientela.

Daniel Settembre di Daniel Settembre25 agosto 2017 | 08:56

LA PIATTAFORMA – L’incontro tra la professione e il personal branding in Fideuram ISPB si realizza in Alfabeto, dove si conciliano digitalizzazione e personalizzazione della relazione con la clientela. “Alfabeto è una piattaforma web che potenzia la relazione tra il cliente e il suo consulente finanziario”, ha affermato Raffaele Levi, responsabile modello di business di Fideuram ISPB. “Non si tratta di una semplice piattaforma informatica, né di un algoritmo che sostituisce il rapporto tra cliente e consulente, ma è un vero e proprio canale di relazione che apre nuove opportunità di incontro, anche virtuale, per gestire più efficacemente i propri investimenti. Alfabeto permette di migliorare il servizio, la tempestività di risposta del banker e la capacità del singolo consulente finanziario di servire un numero maggiore di clienti. Per il cliente Alfabeto è la porta di ingresso al suo patrimonio investito in Fideuram, con la possibilità di consultare, ricevere proposte, entrare in relazione diretta con il suo consulente in qualsiasi momento della giornata o da qualunque parte del mondo”.

A MISURA DI CLIENTE – Il cliente infatti, oltre alle aree informative pubbliche e i contenuti riservati condivisi per lui dal suo private banker, ha accesso a tutte le funzionalità che permettono di tenere sotto controllo i propri investimenti, come le rendicontazioni, con la documentazione sui propri investimenti, le proposte ricevute e i documenti degli incontri (di persona o virtuali) con il proprio consulente; il position keeping, ovvero la posizione finanziaria complessiva, con i grafici e le viste del mix di portafoglio, l’andamento degli investimenti e le viste di dettaglio, fino al singolo prodotto. E poi il digital office, un ufficio virtuale, condiviso con il proprio private banker, in cui condividere documenti ed entrare in chat, sia testuale che video. Grazie alle funzionalità di digital sharing e di co-browsing, la navigazione dei documenti avviene in tempo reale, così come il confronto sulla proposta di investimento, fino alla sua approvazione. “La relazione tra cliente e banker”, ha aggiunto Levi, “è il fattore essenziale e personale nell’ambito della consulenza finanziaria, ma a nostro avviso dev’essere più flessibile, a tratti anche più rapida e più facilmente accessibile. Dopo poco più di un anno di attività – primavera 2016, dopo circa un anno di lavoro per lo sviluppo della piattaforma, totalmente in-house -, i risultati sono già di grande soddisfazione: più di 2.200 consulenti finanziari e quasi 50mila clienti utilizzano la piattaforma”.

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