Banche italiane, il consolidamento è partito

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Gli analisti sono concordi nel dire che quello che sta affrontando il paese è un consolidamento del mercato del settore bancario italiano piuttosto epocale.

Francesca Vercesi di Francesca Vercesi25 agosto 2017 | 09:22

Dopo le operazioni di fusione e acquisizione e alla luce di un corposo processo di ristrutturazione, a trimestrali concluse, su alcune banche italiane gli analisti italiani e internazionali hanno cambiato i target price. Mentre sono tutti concordi nel dire che quello che sta affrontando il paese è un consolidamento del mercato del settore bancario italiano piuttosto epocale.

DA UBI A INTESA CRESCONO I TARGET PRICE – Per esempio, sul titolo Ubi Banca gli analisti di Equita sim, in scia a un secondo trimestre sopra le attese e grazie al trading per l’aumento di diversificazione del portafoglio, hanno aumentato il target price di +14% a 4,8 euro (buy). Lo stesso dicasi per Goldman Sachs Global Investment Research che ha alzato il target price da 3,24 a 3,40 euro anche se ha mantenuto il giudizio a neutrale. Passando al titolo Intesa Sanpaolo, per gli analisti di Equita sim è un hold con un target di 3,2. La stessa cifra ritenuta idonea per Goldman che ha alzato il target da 3,10 a 3,20 e vede un potenziale di crescita pari al 10%. La banca americana teme però che l’impatto di un previsto aumento degli accantonamenti per i crediti a rischio che la banca farà entro la fine del 2017. Ha invece tagliato il target di Banca Popolare dell’Emilia Romagna a 4,80 euro (da 5,10). Sul Banco Bpm sono tutti molto positivi. Fanno sapere da Equita sim: «i risultati sono in linea con le attese, l’outlook del Cet 1 è in forte miglioramento, il target price è cresciuto da 4 a 4,2 e per noi è un buy». Da 3,20 a 3,70 anche per Goldman che segna un buy. Gli analisti di Equita sim sono positivi su Credem (hold) per costi e rettifiche leggermente migliori delle attese con target price +5% a 7,7. Anche sul Credito Valtellinese c’è un Buy con un target price a 4,7 dato che il secondo trimestre è risultato migliore delle attese a livello operativo grazie ai costi e su Finecobank (hold) la raccolta di luglio è andata molto meglio delle attese (target price 7,6). Giudizio positivo anche per Mediobanca (hold): dopo «la conference confermiamo il giudizio positivo sul quarto trimestre. Gli eps (utili per azione) 2018 sono a +4%, il target +2% a 9,9 euro», fanno sapere.

PLAUSO PER L’ACCORDO BANCO BPM-ANIMA. Anima ha raggiunto un accordo con Banco Bpm che prevede quanto segue: l’acquisto di Aletti Gestielle sgr per 700 milioni di euro dopo aver distribuito 250 milioni, pari all’intero ammontare delle riserve distribuibili. L’eventuale acquisto delle attività di gestione in delega di asset assicurativi attualmente svolta da Banca Aletti per un totale di 11,5 miliardi di euro di masse contro un corrispettivo di 150 milioni. L’allargamento agli sportelli ex Banco Popolare dell’accordo di partnership strategica oggi riguardante solo gli sportelli ex Bpm. L’estensione dell’accordo di partnership per tutto il gruppo Bbpm dal 2030 al 2037. Il mantenimento di una quota di partecipazione significativa da parte di Bbpm in Anima. La concessione da parte di Bbpm ad Anima delle tipiche garanzie in termini di mantenimento della quota di mercato nel risparmio gestito. Commenta Matteo Ghilotti, analista di Equita sim: «l’estensione della partnership al 2037 è un’ottima notizia del tutto inaspettata. Infatti si poteva immaginare che l’accordo fosse esteso al Banco Popolare mantenendo la scadenza del 2030 già prevista per Bpm. L’acquisizione sarà finanziata con un aumento di capitale in opzione fino a 300 milioni (noi abbiamo ipotizzato 250 milioni). Da un punto di vista industriale è un deal eccellente perché amplia la rete ed estende il contratto con Bbpm al 2037, riducendo in modo significativo il rischio del business model. Anima paga Aletti 16 volte gli utili normalizzati o 14,4 se si scorpora il valore che abbiamo attribuito all’estensione di sette anni dell’accordo con Bpm (75 milioni)». Eps (utili per azione) 2018 +14%, il target price aumenta del 14% da 6,1 a 7 che corrisponde a 14,5 volte gli utili 2018.

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