Sospendere il rimborso dei prestiti bancari è possibile ma difficile

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La legge di Stabilità 2015 prevede la possibilità per famiglie e piccole e medie imprese di sospendere il pagamento della quota capitale per tre anni, dal 2015 al 2017, demandando i dettagli a un accordo tra Abi e Consumatori che è stato siglato il 31 marzo scorso. Peccato che molte banche di grandi dimensioni non vi abbiano aderito, impedendo così ai propri clienti di ottenere la sospensione

Marco Muffato di Marco Muffato30 ottobre 2015 | 07:47

DOMANDA. Una cliente si è rivolta a me dopo aver appreso come oggi sia possibile in certi casi sospendere il pagamento delle rate anche dei normali prestiti e non solo dei mutui casa. Peccato che ho appurato, con sorpresa, che la mia banca non aderisce all’accordo. La cliente si lamenta con me e la capisco. Come posso aiutarla?
F.G., Pescara

RISPOSTA. L’unico modo che il lettore ha per aiutare la cliente è premere sulla dirigenza della propria banca. Riassumiamo gli eventi. Da alcuni anni esistono iniziative, di legge o volontarie, tese a favorire i debitori sospendendo le rate dei mutui casa per un determinato periodo. Sempre più è emersa nel tempo l’esigenza di farlo anche per le altre tipologie di finanziamento. L’articolo 1 comma 246 della Legge di Stabilità 2015 (190/2014), quindi, ha previsto la possibilità per famiglie e piccole e medie imprese di sospendere il pagamento della quota capitale della rata dei mutui e dei finanziamenti per tre anni dal 2015 al 2017, demandando i dettagli a un accordo tra Associazione bancaria italiana e associazioni dei consumatori raggiunto il 31 marzo scorso, che prevede la sospensione della quota capitale del mutuo per un massimo di dodici mesi e per una sola volta nell’arco del triennio. Nel periodo di sospensione vengono comprese anche le rate già scadute fino ad un massimo di novanta giorni precedenti alla data della richiesta. Chi ha già usufruito della sospensione può richiederne un’altra ma la durata complessiva della stessa non deve superare i dodici mesi e devono essere trascorsi almeno due anni dall’avvio dell’ultima sospensione ottenuta per lo stesso prestito. La quota interessi viene calcolata sull’intero debito residuo e deve essere pagata alle scadenze originarie. Per le imprese, la sospensione è sempre possibile solo dimostrando alla banca la capacità di riprendere poi i normali pagamenti. E’ facoltà delle banche concedere condizioni più favorevoli rispetto a quelle previste nell’accordo. Le concessioni non appaiono eccezionali anche se potremmo dire meglio di niente, ma la cosa davvero grave è che scorrendo nel sito Abi (https://www.abi.it/DOC_Mercati/Crediti/Crediti-alle-persone/Mutui/Sospensione-delle-rate/Banche-aderenti/Banche_aderenti_Accordo_sospensione_quota_capitale_famiglie.pdf) la lista delle banche aderenti si nota la mancanza di una gran quantità di istituti, anche di grandi dimensioni.

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