Offerta fuori sede agli autonomi, la soddisfazione di Federpromm

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Marucci: “Riconosciuto il ruolo centrale nella tutela del pubblico risparmio e nell’educazione finanziaria dei risparmiatori e degli investitori”.

Maria Paulucci di Maria Paulucci28 agosto 2017 | 07:48

“L’aver dato pieno e legittimo riconoscimento anche ai consulenti autonomi e alle società di consulenza la possibilità di effettuare l’offerta fuori sede con il riconoscimento dell’ex articolo 30-bis è un atto di responsabilità politica e istituzionale che premia il legislatore nell’aver identificato in tali figure professionali un ruolo centrale nella tutela del pubblico risparmio e nell’educazione finanziaria dei risparmiatori e degli investitori”. Queste le parole che Manlio Marucci (nella foto), segretario della Federpromm-Uiltucs, affida a una nota per commentare i contenuti del decreto legislativo 129/2017, uscito in Gazzetta Ufficiale venerdì 25 agosto e in vigore da sabato 26, che modifica il Tuf realizzando il recepimento in Italia di Mifid 2.

“Dopo un lungo iter parlamentare, finalmente è approdato in Gazzetta Ufficiale il complesso provvedimento che ridisegna tutto il quadro regolamentare della normativa comunitaria sui mercati degli strumenti finanziari e non solo”, prosegue Marucci. “Un iter che ha visto sul campo schieramenti diversi e prese di posizione che hanno molto spesso ostacolato il suo naturale sviluppo e la formazione di norme in un contesto omogeneo di attività, come per esempio la consulenza indipendente e l’offerta fuori sede”.

Tale provvedimento, tanto atteso – conclude il segretario della Federpromm – “fa da cornice a tutta la produzione della regolamentazione secondaria, già in consultazione pubblica da parte della Consob, in sintonia con Bankitalia e Mef, che darà lustro al nostro Paese nel far dimenticare, dal prossimo 3 gennaio 2018, quando entreranno in vigore tali norme, tutte le disfunzioni, le anomalie, le truffe a danno dei risparmiatori verificatesi in questi ultimi anni nel sistema bancario e finanziario. Un ruolo sociale sicuramente importante”, aggiunge, “verrà giocato dalle associazioni di categoria nel contribuire a rendere attuabile tale nuova configurazione di norme nel mercato italiano”.


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