Mifid 2 al via, Scolari (Ascosim): “Ocf adesso ci ascolti”

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Scolari: sarebbe opportuno che l’attuale Ocf rimettesse in discussione la sua governance o che almeno ci coinvolgesse nei prossimi step.

Maria Paulucci di Maria Paulucci29 agosto 2017 | 08:30

Da una parte la soddisfazione per l’entrata in vigore del decreto legislativo nella versione che – fra le altre cose – estende Scolari Ocfl’offerta fuori sede ai consulenti finanziari autonomi e alle società di consulenza finanziaria. Dall’altra, una certa preoccupazione per la fase molto delicata che si apre proprio con l’entrata in vigore del testo e che sarà scandita dalla revisione dello statuto dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari (Ocf), dall’avvio operativo dell’Albo dei consulenti finanziari e dall’impostazione della nuova vigilanza su professionisti e società. Dopo l’uscita in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 129/2017, Bluerating.com ha raccolto le riflessioni di Massimo Scolari, presidente di Ascosim (nella foto).

Soddisfatti per l’esito del voto del consiglio dei ministri?
Siamo tutti molto soddisfatti per il fatto che finalmente abbia avuto conclusione l’iter di questo decreto, che noi tutti si attendeva. Adesso le cose sono ufficiali e tutto ciò rende chiara la situazione. Questo è sicuramente positivo, anche perché il decreto va a colmare alcune lacune presenti nelle precedenti norme relative all’Albo, in particolare nella Legge di Stabilità 2015. Prova ne è il fatto che il regolamento Consob è stato pubblicato in consultazione lo stesso pomeriggio in cui il cdm ha approvato il decreto. In sostanza, Consob aveva già predisposto il regolamento dell’Albo e le modifiche dei regolamenti per i consulenti, ma attendeva che venisse approvato il decreto di attuazione della Mifid 2 per poter procedere con il documento di revisione del regolamento intermediari.

Adesso, quindi, non ci sono più ostacoli.
Certamente questo rappresenta il passo successivo necessario a dare l’avvio concreto all’Albo, che potrà avere la sua piena attività, come anche le sezioni dei consulenti finanziari autonomi e delle società di consulenza finanziaria. A seguire, Consob dovrà concordare con l’Ocf il trasferimento della vigilanza, cosa che rappresenta l’ultimo passo per completare tutto l’iter. E qui c’è una riflessione da fare, alla luce del decreto legislativo e del regolamento Consob.

OcfCe la esponga.
Dal 26 agosto (giorno di entrata in vigore del decreto legislativo 129/2017, n.d.r.), dice in sostanza la norma, l’Albo è costituito da 4 componenti e non più solo da 2. Di fatto però ad oggi l’Organismo è governato da 2 di queste 4 componenti. Consob, nel regolamento, dice che i rappresentanti dei consulenti finanziari autonomi e delle società di consulenza finanziaria possono essere individuati dalle associazioni che abbiano almeno il 10% degli iscritti nella sezione dei consulenti finanziari autonomi e in quella delle società di consulenza finanziaria, in base a una apposita rilevazione al 31 dicembre. Però, calendario alla mano, difficilmente l’avvio dell’Albo avverrà nel 2017: è prevedibile invece che, tra il regolamento Consob e il passaggio della vigilanza, arriverà nella prima parte del 2018.

Quindi la prima data utile per questa rilevazione sarebbe il 31 dicembre 2018?

Esatto. Peraltro la rilevazione, stabilisce sempre Consob nel regolamento, va fatta nella relazione annuale Ocf, che si svolge ogni anno a luglio. E così andiamo a luglio 2019. Quindi, sostanzialmente, i rappresentanti dei consulenti finanziari autonomi e le società di consulenza finanziaria fino all’autunno 2019 non avranno una presenza nell’Albo. Ciò avviene nella fase delicatissima nella quale è in programma la revisione dello statuto Ocf, che dovrà essere adeguato alle nuove norme. Una revisione demandata agli attuali amministratori. Proprio per questo siamo molto contenti che nel testo finale del decreto sia stato mantenuto il passaggio che prevede che lo statuto debba essere approvato preventivamente dal ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Consob. Un punto che Ocf, nella sua relazione in commissione al Senato, aveva chiesto di modificare, e che fortunatamente non è stato modificato.

Dunque, guardando ai prossimi mesi, qual è il messaggio che voi, come Ascosim, volete mandare all’Ocf?
In questa fase delicatissima – con la revisione dello statuto, l’avvio operativo dell’Albo e l’impostazione della vigilanza sui consulenti finanziari – noi abbiamo davanti un Organismo che sostanzialmente è ancora costituito solo da 2 delle 4 componenti. Su questo la legge non si esprime, ma io credo che sarebbe opportuno che l’attuale Ocf decidesse autonomamente di rimettere in discussione la sua governance, dal momento che è cambiata la legge e con essa le componenti, oppure in alternativa di coinvolgere le associazioni di consulenti e scf, ancorché in modo informale in questa fase, trovando una formula per estendere l’Albo con modalità il più possibile condivise. Mi auguro, in sintesi, che l’Organismo d’ora in poi prenda decisioni che riguardano i consulenti finanziari autonomi e le società di consulenza finanziaria consultandoci e ascoltando la nostra opinione, come fanno il Mef, la Consob e la Banca d’Italia, per poterci finalmente sentire rappresentati e governati in maniera indipendente.

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