Ragaini (B.Generali): “A breve nuove soluzioni Pir”

A
A
A
Daniel Settembre di Daniel Settembre5 settembre 2017 | 09:15

Come ogni anno il Forum Ambrosetti, nella suggestiva cornice di Villa d’Este a Cernobbio, rappresenta un importante incontro sui temi economico-politici, grazie all’apporto di personalità leader nel settore che sanno dare indicatori anche su scenari futuri a livello globale. Quest’anno il sentiment economico è apparso più positivo rispetto agli anni passati. Ne è convinto Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali secondo cui la crescita è in atto a livello globale. “I rischi che avevano caratterizzato l’anno scorso si sono attenuati. La Cina è atterrata in maniera morbida attorno al suo livello di sostegno, intorno al 6%. I Paesi emergenti, ad eccezione dell’India che sta facendo un po’ più di fatica, stanno crescendo. La quasi totalità degli indicatori macroeconomici in Europa sono positivi. L’inflazione resta ancora bassa considerati tutti gli stimoli monetari ancora in atto, ma quello che osserviamo è un quadro generale piuttosto positivo”.

E oltreoceano com’è la situazione: c’è un rischio Trump per gli Stati Uniti?
Ancor prima ci sono rischi geopolitici, in primis Nord Corea e terrorismo. Dopo queste due problematiche, discusse anche nell’ambito del Forum Ambrosetti, c’è un timore di protezionismo a cominciare dalla Brexit e che si conferma nelle politiche di Trump. Ma, ripeto, a livello macroeconomico le nuvole sono molto meno dense e l’ottimismo è molto più alto rispetto all’anno scorso.

Quindi, come si traduce questo scenario nelle scelte di investimento?
Per quanto riguarda i mercati azionario preferiamo l’Europa rispetto agli Usa, perché pensiamo ci siano margini di crescita futura maggiore. Sulla curva obbligazionaria, invece, puntiamo ai titoli finanziari, ai governativi con duration molto bassa e al segmento corporate americano, anche in questo caso tutta la parte finanziaria.

Come vedete il fenomeno Pir?  
Si tratta di una ottima iniziativa che avvicina tutta la sfera del risparmio privato al mondo delle imprese. Ed è un canale alternativo a quello bancario di cui l’Italia ha molto bisogno, perché siamo un Paese molto bancocentrico. Dal punto vista pratico si sta creando però un problema: una fortissima domanda con un’offerta limitata. Di conseguenza c’è un mercato che non si è allargato tanto in cui stanno arrivando tanti capitali e può essere un problema se persiste nel lungo periodo. Sarà un virtuosismo solo nel caso questa domanda stimolerà una maggiore offerta, con aziende che decideranno di quotarsi e di allargare quindi l’offerta.

Si può parlare di bolla speculativa secondo lei?
Come detto, aver permesso una forte domanda può stimolare una forte offerta. Se questo non avviene si crea una bolla speculativa: con tanta domanda e poca offerta i prezzi crescono in maniera fittizia, e questo è un rischio. In ogni caso, penso sia un fenomeno positivo a livello infrastrutturale perché è un primo passo che consentirà a molte aziende di valutare la quotazione visto che c’è qualcuno disposto a finanziare lo sviluppo futuro del proprio business.

E voi di Banca Generale come vi state approcciando a questo strumento finanziario?
Sui Pir siamo già pronti con la distribuzione di importanti strumenti in tal senso. Condividiamo appieno la filosofia di investimento nelle aziende italiane e con questa consapevolezza intendiamo lanciare ulteriori soluzioni innovative tra poche settimane. Un ulteriore novità, ma non meno importante, riguarda il lancio di Pir tramite Sicav che offrono la possibilità al cliente non solo di un singolo fondo, come prescrive la normativa, ma di riunire sotto un’unica fiscalità Pir di più Sicav – sia distribuite da noi che distribuite da altri player – in modo da dare maggiori possibilità di diversificazione e protezione.

Mifid 2 è legge: come cambierà il panorama della consulenza e finanziaria e quali sono le principali criticità? E come vi state preparando voi di Banca Generali?
Banca Generali è stata la prima realtà ad affrontare in modo organico davanti alla comunità finanziaria gli elementi clou della normativa. Visto il nostro modello di business crediamo sia una grande opportunità per approfondire il concetto di consulenza. Guardando alla Mifid 2 nel suo complesso –  e quindi agli obiettivi di tutela e protezione del risparmiatore – non riscontriamo infatti grosse criticità. Porterà sicuramente maggiore trasparenza e meccanismi di protezione per il cliente che prevedono un ripensamento di alcune piattaforme informatiche. Noi come Banca Generali ci eravamo mossi ben in anticipo e abbiamo già una piattaforma informatica che già prevede una costruzione, gestione e monitoraggio di un portafoglio d’investimento secondo i profili di rischio della nuova normativa. Ma soprattutto abbiamo soluzioni e modelli di contratto strutturati per la consulenza evoluta. Infine, secondo le richieste di maggiore trasparenza comunicativa all’interno di Mifid 2, siamo nelle  condizioni di mettere il cliente nelle migliori condizioni per valutare l’adeguatezza dei costi del servizio di produzione e distribuzione.

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn31Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Ragaini (B.Generali): “Formazione a tutto tondo per i giovani cf”

I migliori scatti del Private Banking Forum 2016

Ti può anche interessare

Consulenti finanziari, training class: mettetevi alla prova con le assicurazioni

La risposta esatta alla domanda pubblicata ieri, a proposito delle imposte indirette, era quella con ...

Widiba premiata ai Pf Awards 2017

L’istituto si è aggiudicato il premio Top PF intermediario e ha ricevuto 31 medaglie d’oro nell ...

Banca Generali cresce puntando sul wealth management

In un’intervista a Milano Finanza, l’amministratore delegato Mossa ribadisce la disponibilità a ...