L’amministrato salva il business delle reti

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I dati di gennaio di Assoreti registrano una raccolta netta negativa nel gestito per 503 milioni. Ma l’amministrato compensa con nuovi afflussi per 3 miliardi di euro. Fondamentale l’apporto della liquidità per 2,3 miliardi di euro come conseguenza del recepimento della normativa del bail-in.

Marco Muffato di Marco Muffato29 febbraio 2016 | 10:25

RISULTATI A DUE FACCE – Gennaio a due facce per le reti di promotori finanziari.  Secondo la consueta rilevazione di Assoreti – L’associazione presieduta da Matteo Colafrancesco e diretta dal segretario generale Marco Tofanelli, lo scorso mese i player del settore hanno raccolto 2,5 miliardi di euro. In pratica i volumi di raccolta sono più che dimezzati rispetto al mese di dicembre (5,3 miliardi), ma allo stesso tempo sono aumentati del 50,5% nel confronto con gennaio 2015 (1,6 miliardi). Le movimentazioni sui prodotti del risparmio gestito segnano, nel loro insieme, la prevalenza delle vendite per 503 milioni di euro, mentre il bilancio sui prodotti in regime amministrato è positivo per ben 3 miliardi di euro. Particolarmente importante l’apporto di risparmio sotto forma di liquidità, pari a 2,3 miliardi di euro (+25,3% rispetto a dicembre), come evidente conseguenza del recente recepimento della normativa sul bail-in. La raccolta netta realizzata attraverso la distribuzione diretta di quote di Oicr è negativa per 1 miliardo di euro: i disinvestimenti coinvolgono tutte le tipologie di gestioni collettive, ma si concentrano principalmente sugli Oicr di diritto estero tradizionali (-892 milioni di euro). Negativo anche il saldo delle movimentazioni sulle gestioni individuali (-15 milioni di euro), riconducibile ai disinvestimenti dalle gestioni patrimoniali in fondi (-81 milioni) solo in parte compensati dalle risorse nette posizionate sulle Gpm (66 milioni). Il comparto assicurativo/previdenziale è l’unico settore del risparmio gestito a chiudere il mese in positivo: i premi netti versati ammontano a 530 milioni di euro, ma diversamente dalle usuali dinamiche, si concentrano principalmente sui prodotti vita tradizionali (385 milioni), mentre è più contenuto l’investimento in unit linked (79 milioni di euro). L’investimento in titoli è positivo per 665 milioni di euro: i dati, per i quali si dispone della ripartizione per macro tipologia, evidenziano la prevalenza degli acquisti sui titoli azionari (543 milioni), mentre è negativo il bilancio netto delle movimentazioni sui titoli di debito (-72 milioni) e sugli strumenti del mercato monetario (-38 milioni). A fine mese i clienti primi intestatari dei contratti salgono a 3,707 milioni. Il numero dei promotori finanziari, con mandato dalle società rientranti nell’indagine dell’Assoreti, aumentano a 22.714 unità (24.608 unità per l’intera compagine – dato stimato); di questi, 22.065 unità risultano effettivamente operative (con portafoglio superiore allo 0).

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